Regime forfettario 2026, la guida completa
Aggiornata il 18 ottobre 2026 · regole valide per 2026 e 2027 · a cura dei commercialisti di Studio Ponchio STP, iscritta al n. 1/S dell'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ferrara, sezione speciale società tra professionisti
- Si entra con incassi fino a 85.000 € l'anno prima e spese per collaboratori fino a 20.000 €.
- L'imposta sostitutiva è del 15%, o del 5% per l'anno di inizio e i quattro successivi se hai i requisiti.
- Il reddito è incassi × coefficiente della tua attività (dal 40% all'86%), meno i contributi versati nell'anno.
- Gli acconti sono due rate del 50%, a giugno e a novembre; il primo anno non ci sono.
- Dal 1° gennaio 2027 le regole passano nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 117/2026, artt. 232-241).
Che cos’è il regime forfettario
È il regime fiscale agevolato delle persone fisiche con partita IVA e incassi contenuti. Al posto di IRPEF, addizionali e IRAP si paga un’unica imposta sostitutiva. Si calcola su un reddito stimato in modo forfettario, senza tenere conto delle spese effettive. In fattura non si applica l’IVA e non si subisce la ritenuta d’acconto.
Chi può entrare
Nell’anno precedente servono incassi, ragguagliati ad anno, non oltre 85.000 € e spese per lavoro dipendente e collaboratori non oltre 20.000 € lordi. Ci sono poi le cause di esclusione. Per esempio: alcune partecipazioni in società, il lavoro svolto in prevalenza per il datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti e, per chi ha anche un lavoro dipendente, redditi da lavoro dipendente sopra 35.000 € nell’anno prima (limite valido per il 2025 e il 2026). Tutti i dettagli sono nella guida sui requisiti e le cause di esclusione.
Come si calcolano le tasse
- Reddito = incassi × coefficiente di redditività del tuo gruppo ATECO.
- Imponibile = reddito − contributi previdenziali versati nell’anno.
- Imposta = imponibile × 5% o 15%.
Con 40.000 € incassati, coefficiente del 78% e aliquota del 5%, il reddito è 31.200 € e l’imposta 1.560 € (senza contributi versati). A parte ci sono i contributi INPS: nella Gestione Separata il 26,07% del reddito, cioè 8.133,84 €. Puoi rifare il conto con i tuoi numeri nel calcolatore e trovare il tuo coefficiente con la ricerca ATECO.
Aliquota del 5% o del 15%
Il 5% vale per l’anno in cui inizi e per i quattro successivi, a tre condizioni:
- nei tre anni prima non hai svolto alcuna attività d’impresa, artistica o professionale;
- la nuova attività non è la prosecuzione di un lavoro precedente (salvo il praticantato obbligatorio);
- se rilevi l’attività di un altro, i suoi incassi dell’anno prima non superavano 85.000 €.
Approfondisci nella guida sull’aliquota del 5%.
Contributi
Dipendono dall’attività, non dal regime fiscale:
- Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa;
- contributi fissi più una quota sul reddito per artigiani e commercianti, con la possibilità di chiedere la riduzione del 35%;
- regolamento della propria cassa per gli iscritti agli ordini.
Vedi la guida sui contributi INPS.
Fatture
Fattura elettronica per tutti, senza IVA e senza ritenuta, con la dicitura del regime e il bollo da 2 € sopra 77,47 €. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, che non passano dal Sistema di Interscambio. Tutto nella guida alla fattura del forfettario.
Quando si esce
Tra 85.000 e 100.000 € incassati resti forfettario fino al 31 dicembre e passi all’ordinario dall’anno dopo. Oltre 100.000 € esci subito, con l’IVA a partire dall’operazione che fa superare la soglia. Vedi la guida sul limite di 85.000 €.
Dal 2027
Il regime resta, con le stesse soglie e gli stessi coefficienti. Cambia la legge di riferimento, e il limite per chi ha anche un lavoro dipendente torna a 30.000 €, salvo proroga. Tutto nella guida sul forfettario 2027.
Domande frequenti
Nel forfettario si possono scaricare le spese?
No. Le spese reali non contano: al loro posto c'è il coefficiente di redditività, che considera già una parte degli incassi come costi. Si deducono solo i contributi previdenziali versati nell'anno.
Il forfettario conviene sempre?
Di solito conviene a chi ha pochi costi reali. Con costi alti, molte detrazioni personali o familiari a carico va fatto il confronto con il regime ordinario prima di scegliere.
Si paga l'IVA nel forfettario?
In fattura non si addebita l'IVA e non si detrae quella sugli acquisti. Fanno eccezione gli acquisti in reverse charge e quelli da fornitori esteri (servizi UE ed extra UE, beni UE oltre 10.000 €): lì l'IVA si integra e si versa, senza detrarla. Sopra 77,47 € la fattura ha l'imposta di bollo di 2 €.
Fonti
- Art. 1, commi 54-89, L. 23 dicembre 2014, n. 190
- Art. 1, comma 12, L. 30 dicembre 2024, n. 207, come modificato dall'art. 1, comma 27, L. 199/2025 (limite di 35.000 € per il 2025 e il 2026)
- D.lgs. 19 giugno 2026, n. 117, artt. 232-241 e allegato D (dal 1° gennaio 2027)
- Art. 58 d.l. 26 ottobre 2019, n. 124 e risoluzione Agenzia delle Entrate 93/E del 12 novembre 2019 (acconti)
- Circolari INPS n. 8 e n. 14 del 2026 (contributi)
Il tuo caso è diverso? Fatti richiamare da un commercialista dello Studio, oppure fai una stima delle tue tasse.
Da leggere poi
Requisiti del forfettario e cause di esclusione
Chi può entrare nel forfettario nel 2026 e nel 2027: soglia di 85.000 €, collaboratori, lavoro dipendente (35.000 o 30.000 €), quote in società, ex datore.
Tasse del forfettario nel primo e nel secondo anno
Nel primo anno di forfettario non si pagano acconti; il secondo anno arrivano saldo e acconti 50/50 insieme. Come accantonare per non trovarsi scoperti.
Forfettario 2027, cosa cambia con il nuovo testo unico
Dal 1° gennaio 2027 il regime forfettario passa nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 117/2026). Cosa resta uguale, cosa cambia, cosa verificare.