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PARLA CON LO STUDIO

Un primo orientamento chiaro e immediato sulle tue esigenze fiscali, societarie e professionali.

Academy Studio Ponchio · percorso 2026

Percorso avanzato di contabilità e bilancio

Una utility formativa per clienti, addetti alla contabilità e uffici amministrativi interni, che aiuta nella strutturazione della scrittura contabile nei programmi di contabilità e paghe più diffusi: ventisette moduli in tre livelli, con tracce di casi ed esercitazioni in partita doppia.

Utility per uffici contabili27 moduli3 livelliAssistente AI via API OpenAIFonti vigenti alla data indicata

Utility clienti

Strutturare la scrittura prima di registrare.

La pagina è pensata anche per chi gestisce una contabilità interna. L’utility guida nell’identificazione del fatto amministrativo, nella selezione di conti descrittivi, nella costruzione di Dare e Avere, nella quadratura e nell’elenco dei controlli mancanti. Gli argomenti utilizzabili dei materiali storici sono ordinati in una matrice di aggiornamento; le pagine non leggibili o non verificabili sono escluse. L’assistente AI prepara una bozza ragionata e le domande da sottoporre allo Studio.

Il percorso

Studia per obiettivi.

Legenda dei livelli di controllo

  • Tecnica: meccanica contabile neutra da eseguire e quadrare.
  • Verifica documentale: applicazione subordinata a documento, contratto e dati completi.
  • Verifica del professionista: valutazione contabile, fiscale, societaria o giuslavoristica non automatizzabile.

Dal principio al programma

  • La struttura della scrittura è presentata in forma gestionale neutra, così da poter essere applicata nei programmi di contabilità e paghe più diffusi.
  • I percorsi, i campi e i comandi cambiano tra prodotti e versioni: prima di operare occorre verificarli nella documentazione ufficiale del gestionale utilizzato.
  • Una procedura software non documentata o non verificata non deve essere usata come istruzione eseguibile.

Metodo di aggiornamento 2026

  • Le fonti comuni e la data del controllo editoriale sono riportate in fondo alla pagina; la validazione del singolo modulo è tracciata nella matrice editoriale interna.
  • Aliquote, soglie, termini e regole non vengono applicati senza verificare periodo e fonte.
  • Quando cambia una norma o il programma, le indicazioni coinvolte vengono ricontrollate prima dell’uso.
1

Livello operativo

Registrazioni e cicli aziendali

Dal documento alla prima nota: separare profilo economico, numerario e finanziario, conservare la competenza e riconciliare ogni scrittura con la sua evidenza.

01

Dal fatto amministrativo alla scrittura

Documento, sostanza, competenza, conto, segno e quadratura in Dare e Avere.

M01 · Caso B2B interno: prima della scrittura verificare momento di effettuazione, aliquota e detraibilità
Vedi la scrittura svolta

Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Fattura elettronica ricevuta il 12 marzo da un fornitore di servizi per la manutenzione ordinaria di un impianto eseguita e ultimata il 28 febbraio: imponibile 1.500 €, IVA 22% pari a 330 €, totale documento 1.830 €. Pagamento a 30 giorni con bonifico bancario.

Fatto amministrativo

Prestazione di servizio ultimata a febbraio e documentata da fattura elettronica di marzo: il costo è di competenza dell'esercizio in cui il servizio è ultimato. Per i servizi il momento di effettuazione ai fini IVA è di regola il pagamento (art. 6, comma 3, d.P.R. 633/1972); qui l'imposta è già esigibile a marzo solo perché la fattura è emessa prima del pagamento, il che anticipa l'effettuazione ai sensi dell'art. 6, comma 4 (fattispecie diversa da quella del modulo sulle fatture da emettere, dove per i servizi si attende il pagamento).

Alla registrazione della fattura di acquisto
ContoDareAvere
Manutenzioni e riparazioni ordinarie1.500,00 €
IVA a credito330,00 €
Debiti verso fornitori1.830,00 €
Totale1.830,00 €1.830,00 €
Al pagamento del bonifico, a 30 giorni
ContoDareAvere
Debiti verso fornitori1.830,00 €
Banca c/c1.830,00 €
Totale1.830,00 €1.830,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Confrontare la data del documento con la data di ultimazione della prestazione: se il servizio è ultimato in un esercizio e la fattura arriva nell'esercizio successivo, il costo resta di competenza del primo e va rilevato per fatture da ricevere, mentre la detrazione IVA segue la ricezione del documento.
  • Verificare inerenza e corretta imputazione: che la manutenzione sia ordinaria (costo di periodo) e non un intervento incrementativo del valore del cespite, che andrebbe capitalizzato.
Verifica documentale
02

Ciclo acquisti

Merci, servizi, resi, abbuoni, anticipi e pagamenti con controllo XML.

M08 · Controllo: aliquota, natura e detraibilità
Vedi la scrittura svolta

Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Acquisto di merci per 10.000 € + IVA 22% (2.200 €), totale 12.200 €, con consegna accompagnata da DDT. Alla verifica quantitativa emerge merce non conforme per 1.000 €: il fornitore emette nota di credito per 1.000 € + IVA 220 €. Il saldo residuo di 10.980 € è pagato a 60 giorni.

Fatto amministrativo

Ricezione della fattura di acquisto merci, successivo reso parziale documentato da nota di credito in variazione in diminuzione, quindi pagamento del saldo.

Alla registrazione della fattura di acquisto merci
ContoDareAvere
Merci c/acquisti10.000,00 €
IVA a credito2.200,00 €
Debiti verso fornitori12.200,00 €
Totale12.200,00 €12.200,00 €
Alla registrazione della nota di credito per reso
ContoDareAvere
Debiti verso fornitori1.220,00 €
Resi su acquisti1.000,00 €
IVA a credito220,00 €
Totale1.220,00 €1.220,00 €
Al pagamento del saldo a 60 giorni
ContoDareAvere
Debiti verso fornitori10.980,00 €
Banca c/c10.980,00 €
Totale10.980,00 €10.980,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Controllo del file XML prima della registrazione: corrispondenza fra quantità e prezzi della fattura e quelli del DDT o dell'ordine, aliquota e codice natura esposti, presenza del riferimento al documento di trasporto in caso di fattura differita.
  • Sulla nota di credito, verificare il titolo della variazione in diminuzione e il periodo in cui rettificare la detrazione: la registrazione va fatta nel periodo di ricezione, non retrodatata alla fattura originaria.
Verifica documentale
03

Ciclo vendite e OIC 34

Ricavi, crediti, resi, premi e corrispettivi variabili senza confondere fattura e ricavo.

M12 · Contratti complessi e unità elementari
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Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Vendita di merci a un cliente per 20.000 € + IVA 22% (4.400 €), totale 24.400 €, con consegna e trasferimento dei rischi avvenuti entro l'esercizio. Il contratto prevede un premio di fine anno del 3% al superamento di una soglia di fatturato che, alla data di bilancio, si stima raggiunta: premio atteso 600 €, rilevato a riduzione del ricavo. Incasso a 30 giorni.

Fatto amministrativo

Fattura di vendita a fronte di merce consegnata (ricavo di competenza) e stima di un corrispettivo variabile che riduce il ricavo dell'esercizio.

All'emissione della fattura di vendita
ContoDareAvere
Crediti verso clienti24.400,00 €
Merci c/vendite20.000,00 €
IVA a debito4.400,00 €
Totale24.400,00 €24.400,00 €
Stima del corrispettivo variabile: l'OIC 34 la richiede già al momento della vendita, qui isolata per chiarezza e da aggiornare a ogni chiusura successiva
ContoDareAvere
Premi e sconti a clienti (rettifica di ricavo)600,00 €
Fondo premi da riconoscere a clienti600,00 €
Totale600,00 €600,00 €
All'incasso della fattura
ContoDareAvere
Banca c/c24.400,00 €
Crediti verso clienti24.400,00 €
Totale24.400,00 €24.400,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Distinguere la data della fattura dal momento di trasferimento dei rischi e benefici: se la merce è consegnata a gennaio ma la fattura è di dicembre, il ricavo non è di competenza dell'esercizio chiuso, e viceversa serve rilevare le fatture da emettere.
  • Verificare che il premio sia previsto per iscritto (base di calcolo, soglia, periodo di riferimento) e che l'IVA sia rettificata solo al momento dell'emissione della nota di credito, non alla stima contabile.
Verifica documentale
04

Regolamenti e banca

Bonifici, ricevute, effetti, commissioni, interessi e riconciliazione dei partitari.

M10 · Pro soluto e pro solvendo
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Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Presentazione alla banca di una ricevuta bancaria da 6.100 € salvo buon fine, con accredito immediato sul conto anticipi al netto di una commissione di incasso di 3,50 €. Alla scadenza l'effetto va a buon fine e chiude il credito verso il cliente. Nello stesso trimestre la banca addebita interessi passivi per 45 €.

Fatto amministrativo

Incasso di un credito commerciale tramite effetto presentato s.b.f., con accredito anticipato, commissione bancaria e successiva chiusura del credito a buon fine.

Alla presentazione della ricevuta bancaria s.b.f. e accredito
ContoDareAvere
Banca c/c6.096,50 €
Oneri e commissioni bancarie3,50 €
Banche c/anticipi su effetti s.b.f.6.100,00 €
Totale6.100,00 €6.100,00 €
Alla scadenza, effetto andato a buon fine
ContoDareAvere
Banche c/anticipi su effetti s.b.f.6.100,00 €
Crediti verso clienti6.100,00 €
Totale6.100,00 €6.100,00 €
All'addebito degli interessi passivi trimestrali
ContoDareAvere
Interessi passivi bancari45,00 €
Banca c/c45,00 €
Totale45,00 €45,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Riconciliare il saldo contabile con l'estratto conto e con lo scalare interessi, distinguendo la data contabile dalla data valuta: le operazioni con valuta a cavallo d'esercizio non spostano la competenza del costo o del ricavo.
  • Controllare che l'accredito s.b.f. non sia trattato come incasso definitivo: finché l'effetto non è a buon fine il credito verso il cliente resta aperto, e l'esposizione verso la banca va evidenziata fra i debiti.
Verifica documentale
05

Estero e valute

Importazioni, esportazioni, intra-UE, inversione contabile (reverse charge) e differenze cambio.

M11 · Sospendere senza Stato, data e contratto
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Caso

ESEMPIO DIDATTICO. (a) Acquisto intra-UE di merci da fornitore comunitario per 5.000 €, fattura senza IVA da integrare con aliquota 22% (1.100 €) in inversione contabile. (b) Cessione all'esportazione verso cliente extra-UE per 10.000 USD, non imponibile: cambio alla data di effettuazione 1,10 USD/EUR, quindi ricavo 9.090,91 €; incasso successivo al cambio 1,05, pari a 9.523,81 €, con utile su cambi di 432,90 €. Ipotesi: nessuna copertura del rischio di cambio.

Fatto amministrativo

Un acquisto intra-UE assolto con integrazione della fattura in inversione contabile e una vendita all'esportazione in valuta, il cui incasso a cambio diverso genera una differenza cambio realizzata.

Registrazione della fattura intra-UE ricevuta
ContoDareAvere
Merci c/acquisti5.000,00 €
Debiti verso fornitori esteri5.000,00 €
Totale5.000,00 €5.000,00 €
Integrazione della fattura intra-UE in inversione contabile (doppia annotazione)
ContoDareAvere
IVA a credito1.100,00 €
IVA a debito1.100,00 €
Totale1.100,00 €1.100,00 €
Emissione della fattura di esportazione (non imponibile), cambio 1,10
ContoDareAvere
Crediti verso clienti esteri9.090,91 €
Merci c/vendite9.090,91 €
Totale9.090,91 €9.090,91 €
Incasso in valuta al cambio 1,05, con rilevazione della differenza cambio
ContoDareAvere
Banca c/c in valuta9.523,81 €
Crediti verso clienti esteri9.090,91 €
Utili su cambi realizzati432,90 €
Totale9.523,81 €9.523,81 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare i termini di integrazione e annotazione della fattura intra-UE e la procedura da seguire quando la fattura del fornitore non arriva: se non perviene entro il secondo mese successivo all'effettuazione, va emessa un'autofattura (tipo documento TD20) entro il giorno 15 del terzo mese successivo (art. 46, comma 5, d.l. 331/1993), perché la doppia annotazione tardiva è sanzionabile anche senza imposta dovuta. Per l'esportazione, la non imponibilità è prevista dall'art. 8 d.P.R. 633/1972.
  • Conservare la prova dell'uscita dei beni dal territorio unionale (documentazione doganale di esportazione con esito di uscita) e documentare il cambio applicato, che deve essere quello previsto dalla norma per la data di effettuazione, non un cambio medio scelto discrezionalmente. Le differenze su poste in valuta ancora aperte alla chiusura sono valutative e vanno tenute distinte da quelle realizzate.
Verifica del professionista
06

Professionisti e ritenute

Compenso, rivalsa, anticipazioni, IVA, pagamento e debito verso l’Erario.

M09 · Nessuna percentuale “a memoria”
Vedi la scrittura svolta

Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Parcella di un professionista iscritto a cassa di previdenza propria, per una consulenza ultimata nell'esercizio: compenso 2.000 €, contributo integrativo cassa 4% pari a 80 €, imponibile IVA 2.080 €, IVA 22% pari a 457,60 €, ritenuta d'acconto 20% sul compenso pari a 400 €. Netto a pagare 2.137,60 €. Ipotesi: professionista in regime ordinario, non forfetario.

Fatto amministrativo

Ricezione della parcella per prestazione ultimata: il costo è di competenza dell'esercizio, l'impresa committente assume la veste di sostituto d'imposta e trattiene la ritenuta.

Alla registrazione della parcella
ContoDareAvere
Consulenze professionali2.080,00 €
IVA a credito457,60 €
Debiti verso professionisti2.137,60 €
Erario c/ritenute d'acconto su redditi di lavoro autonomo400,00 €
Totale2.537,60 €2.537,60 €
Al pagamento del netto al professionista
ContoDareAvere
Debiti verso professionisti2.137,60 €
Banca c/c2.137,60 €
Totale2.137,60 €2.137,60 €
Al versamento della ritenuta con F24, entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento (art. 8 d.P.R. 602/1973 e art. 18, comma 1, d.lgs. 241/1997)
ContoDareAvere
Erario c/ritenute d'acconto su redditi di lavoro autonomo400,00 €
Banca c/c400,00 €
Totale400,00 €400,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Identificare la cassa di appartenenza prima di calcolare la ritenuta: il contributo integrativo delle casse professionali entra nella base imponibile IVA ma non in quella della ritenuta, mentre la rivalsa del contributo alla gestione separata INPS ha un trattamento diverso e va verificata sul documento, non presunta.
  • Controllare il regime del prestatore (forfetario, con dichiarazione in fattura di non assoggettamento a ritenuta e senza IVA) e distinguere le anticipazioni in nome e per conto, escluse dalla base imponibile se documentate e regolarmente rendicontate. Attenzione al disallineamento fisiologico: il costo per l'impresa è di competenza, il compenso per il professionista è tassato per cassa.
  • La ritenuta è operata dal sostituto d'imposta all'atto del pagamento del compenso (art. 25 d.P.R. 600/1973), non alla semplice registrazione della parcella: qui le due scritture coincidono nello stesso esempio per semplicità, ma se il pagamento avviene in un momento diverso dalla registrazione la rilevazione del debito verso l'Erario va allineata al pagamento effettivo.
Verifica del professionista
07

Paghe e trasferimento in contabilità

Costo del personale e debiti verso dipendenti, enti previdenziali ed Erario; dalla sintesi paghe alla scrittura contabile.

M13 · Cedolini, Libro unico, UNIEMENS e F24
Vedi la scrittura svolta

Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Elaborazione delle paghe di un mese: retribuzioni lorde 20.000 €, contributi previdenziali a carico dei dipendenti 1.900 €, contributi a carico dell'azienda 6.000 €, ritenute IRPEF 3.500 €, netto in busta 14.600 €. Ipotesi: percentuali contributive semplificate, nessun conguaglio in corso, TFR trattato separatamente nel modulo successivo.

Fatto amministrativo

Trasferimento in contabilità del riepilogo mensile delle paghe: il costo del lavoro è di competenza del mese di maturazione, i debiti verso dipendenti, enti ed Erario si estinguono nei mesi successivi.

Rilevazione del costo del personale del mese
ContoDareAvere
Salari e stipendi20.000,00 €
Oneri sociali a carico azienda6.000,00 €
Debiti verso dipendenti per retribuzioni14.600,00 €
Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale7.900,00 €
Erario c/ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendente3.500,00 €
Totale26.000,00 €26.000,00 €
Al pagamento delle retribuzioni nette
ContoDareAvere
Debiti verso dipendenti per retribuzioni14.600,00 €
Banca c/c14.600,00 €
Totale14.600,00 €14.600,00 €
Al versamento con F24 di contributi e ritenute, il mese successivo
ContoDareAvere
Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale7.900,00 €
Erario c/ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendente3.500,00 €
Banca c/c11.400,00 €
Totale11.400,00 €11.400,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Quadrare il riepilogo mensile del consulente del lavoro con i dati trasmessi in UNIEMENS e con i righi dell'F24: uno scostamento fra debito contabile verso gli istituti e importo versato segnala conguagli, crediti utilizzati in compensazione o esoneri contributivi non rilevati in contabilità.
  • Verificare a fine esercizio i ratei per istituti differiti e indiretti maturati e non ancora erogati (tredicesima, eventuale quattordicesima, ferie e permessi non goduti) con i relativi contributi: senza questi ratei il costo del lavoro dell'esercizio è sottostimato.
Verifica del professionista
08

Trattamento di fine rapporto (TFR)

Maturazione, anticipazioni, previdenza complementare e Fondo Tesoreria.

M14 · Revisione fonti: 19 agosto 2026
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Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Impresa con meno di 50 addetti (ipotesi: TFR mantenuto in azienda, senza versamento al Fondo di Tesoreria INPS). Nell'esercizio maturano quote TFR per 4.500 €, di cui 1.500 € destinati alla previdenza complementare per un dipendente iscritto e 3.000 € accantonati in azienda. Il fondo preesistente si rivaluta di 2.000 €, con imposta sostitutiva del 17% pari a 340 €. A un dipendente è erogata un'anticipazione di 5.000 € lordi, con ritenuta a tassazione separata ipotizzata al 23% (1.150 €) e netto di 3.850 €.

Fatto amministrativo

Maturazione annuale del TFR con destinazione differenziata, rivalutazione del fondo con relativa imposta sostitutiva e anticipazione erogata a un dipendente a valere sul fondo.

Accantonamento delle quote TFR maturate nell'esercizio
ContoDareAvere
Accantonamento al trattamento di fine rapporto4.500,00 €
Debiti verso fondi di previdenza complementare1.500,00 €
Fondo trattamento di fine rapporto3.000,00 €
Totale4.500,00 €4.500,00 €
Rivalutazione annuale del fondo TFR
ContoDareAvere
Rivalutazione del trattamento di fine rapporto2.000,00 €
Fondo trattamento di fine rapporto2.000,00 €
Totale2.000,00 €2.000,00 €
Imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione, a carico del fondo
ContoDareAvere
Fondo trattamento di fine rapporto340,00 €
Erario c/imposta sostitutiva su rivalutazione TFR340,00 €
Totale340,00 €340,00 €
Erogazione dell'anticipazione a un dipendente
ContoDareAvere
Fondo trattamento di fine rapporto5.000,00 €
Erario c/ritenute su TFR a tassazione separata1.150,00 €
Banca c/c3.850,00 €
Totale5.000,00 €5.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare la soglia dimensionale che fa scattare il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS: sopra tale soglia le quote non restano in azienda e la contabilizzazione cambia radicalmente, perché il debito è verso l'istituto e non un fondo interno.
  • Controllare il coefficiente di rivalutazione effettivamente applicato dal consulente del lavoro, che dipende dall'indice ISTAT del periodo e va preso dal dato pubblicato, non stimato; verificare inoltre i termini di acconto e saldo dell'imposta sostitutiva, e che l'anticipazione rispetti i requisiti di anzianità, percentuale massima e causali previsti da legge e contratto collettivo. L'aliquota di tassazione separata del 23% qui indicata è una semplificazione: quella reale si determina sul reddito di riferimento del dipendente.
Verifica del professionista
09

Cespiti e ammortamenti

Costo iniziale, oneri accessori, entrata in funzione, vita utile, perdita di valore e dismissioni.

M15 · OIC 16/OIC 24 · Scheda cespite
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Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Acquisto di un macchinario: prezzo 50.000 €, oneri accessori di trasporto e installazione 4.000 €, IVA 22% complessiva 11.880 €, totale 65.880 €. Entrata in funzione a metà esercizio; vita utile stimata 10 anni, quota 10% ridotta alla metà nel primo esercizio (2.700 €). Dopo quattro esercizi, con fondo ammortamento di 18.900 € e valore netto contabile di 35.100 €, il macchinario è ceduto a 38.000 € + IVA 22% (8.360 €), con plusvalenza di 2.900 €.

Fatto amministrativo

Capitalizzazione del costo comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, ammortamento sistematico dall'entrata in funzione e successiva dismissione con emersione della plusvalenza.

All'acquisto del macchinario, comprensivo degli oneri accessori
ContoDareAvere
Impianti e macchinari54.000,00 €
IVA a credito11.880,00 €
Debiti verso fornitori65.880,00 €
Totale65.880,00 €65.880,00 €
Al pagamento del fornitore
ContoDareAvere
Debiti verso fornitori65.880,00 €
Banca c/c65.880,00 €
Totale65.880,00 €65.880,00 €
Ammortamento del primo esercizio (10% ridotto alla metà per entrata in funzione infrannuale)
ContoDareAvere
Ammortamento impianti e macchinari2.700,00 €
Fondo ammortamento impianti e macchinari2.700,00 €
Totale2.700,00 €2.700,00 €
Cessione del macchinario dopo quattro esercizi, con storno del cespite e del relativo fondo
ContoDareAvere
Crediti verso clienti46.360,00 €
Fondo ammortamento impianti e macchinari18.900,00 €
Impianti e macchinari54.000,00 €
IVA a debito8.360,00 €
Plusvalenza da alienazione di cespiti2.900,00 €
Totale65.260,00 €65.260,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Distinguere gli oneri accessori di diretta imputazione, che entrano nel costo capitalizzabile, dalle spese di manutenzione o di avviamento produttivo che restano costi di periodo; e far decorrere l'ammortamento dall'entrata in funzione del bene, non dalla data di consegna o di fattura.
  • Tenere separati il piano di ammortamento civilistico, fondato sulla vita utile e sulla residua possibilità di utilizzazione — per l'OIC 16 la riduzione alla metà nel primo esercizio è corretta solo se coincide con l'effettivo periodo di utilizzo, non è una regola automatica —, e le aliquote fiscali tabellari, dove la riduzione al 50% nel primo esercizio è invece un automatismo di legge (art. 102, comma 2, TUIR): la divergenza fra i due criteri va gestita in dichiarazione, non forzando la contabilità. In caso di cessione, verificare il periodo di possesso del bene prima di considerare l'eventuale rateizzazione della plusvalenza, che richiede un possesso di almeno tre anni (art. 86, comma 4, TUIR) e va esercitata in dichiarazione.
Verifica del professionista
10

Acconto o caparra?

La qualificazione contrattuale cambia il momento di effettuazione dell’operazione ai fini IVA, i conti e l’imputazione.

M16 · Contratto necessario
Vedi la scrittura svolta

Caso

ESEMPIO DIDATTICO. Contratto preliminare per la fornitura di un macchinario a 30.000 € + IVA 22%. Alla firma il cliente versa 5.000 €. Il caso è svolto nelle due qualificazioni alternative: (A) somma qualificata come acconto sul prezzo, che anticipa il momento di effettuazione ai fini IVA e obbliga a fatturare 5.000 € + IVA 1.100 €; (B) somma qualificata come caparra confirmatoria con richiamo espresso all'art. 1385 c.c., fuori campo IVA al momento del versamento e imputata a prezzo solo alla consegna.

Fatto amministrativo

Incasso di una somma prima della consegna: la qualificazione contrattuale, non la causale del bonifico, determina se il pagamento anticipa il momento di effettuazione dell'operazione ai fini IVA.

Ipotesi A — incasso dell'acconto con emissione di fattura
ContoDareAvere
Banca c/c6.100,00 €
Clienti c/acconti5.000,00 €
IVA a debito1.100,00 €
Totale6.100,00 €6.100,00 €
Ipotesi A — fattura a saldo alla consegna, con storno dell'acconto
ContoDareAvere
Crediti verso clienti30.500,00 €
Clienti c/acconti5.000,00 €
Prodotti c/vendite30.000,00 €
IVA a debito5.500,00 €
Totale35.500,00 €35.500,00 €
Ipotesi B — incasso della caparra confirmatoria, fuori campo IVA e senza fattura
ContoDareAvere
Banca c/c5.000,00 €
Debiti per caparre ricevute da clienti5.000,00 €
Totale5.000,00 €5.000,00 €
Ipotesi B — fattura per l'intero corrispettivo alla consegna
ContoDareAvere
Crediti verso clienti36.600,00 €
Prodotti c/vendite30.000,00 €
IVA a debito6.600,00 €
Totale36.600,00 €36.600,00 €
Ipotesi B — imputazione della caparra a riduzione del credito
ContoDareAvere
Debiti per caparre ricevute da clienti5.000,00 €
Crediti verso clienti5.000,00 €
Totale5.000,00 €5.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Leggere il contratto prima di registrare: la caparra confirmatoria richiede una clausola che ne richiami espressamente la funzione ai sensi dell'art. 1385 c.c.; in assenza di una qualificazione chiara, o quando la somma è pattuita come pagamento parziale del prezzo, prevale la natura di acconto e la fattura va emessa al momento dell'incasso.
  • Verificare la coerenza fra documenti: se la causale del bonifico indica «acconto» mentre il contratto parla di caparra, il disallineamento va sanato per iscritto prima della registrazione. Va inoltre distinto il trattamento in caso di inadempimento: la caparra trattenuta o restituita al doppio ha funzione risarcitoria e resta estranea al campo IVA, ma incide sul reddito imponibile e va rilevata a conto economico.
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Aggiornamenti essenziali

  • Nessuna sostituzione meccanica dell’IVA 20%: aliquota, natura, detraibilità e data dipendono dal caso.
  • Ricavi secondo OIC 34, non come automatica conseguenza della fattura.
  • Paghe, contributi e ritenute ancorati a soggetto, CCNL, fonte e periodo.
  • Eliminata l’area straordinaria E20/E21: i componenti sono classificati per natura.
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Livello avanzato

Finanza, patrimonio e operazioni complesse

Prima della scrittura occorre leggere contratto, principio contabile applicato, struttura societaria e finalità economica.

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Debiti e fondi

Debiti di esistenza certa, con ammontare e scadenza determinati o determinabili, distinti dai fondi per passività di natura determinata, certe o probabili, il cui ammontare o la cui data sono indeterminati.

M02 · OIC 19/OIC 31 · Fiscalità trattata separatamente
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Caso

Esempio didattico. Alfa S.r.l. chiude l'esercizio al 31/12/2025. Il legale della società, con parere scritto del 15/12/2025, qualifica come probabile la soccombenza in una causa di lavoro promossa da un ex dipendente, stimando l'esborso in 40.000 euro: si tratta di una passività di natura certa nell'esistenza ma di ammontare e data ancora indeterminati, da tenere distinta da un debito di esistenza certa e importo già noto (caso trattato nel modulo sulle fatture da ricevere). Nel giugno 2026 la lite si chiude con transazione a 35.000 euro. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Rilevazione di un fondo per rischi su passività probabile di ammontare e data indeterminati (OIC 31), con successivo utilizzo del fondo alla definizione della lite e rilascio dell'eccedenza.

31/12/2025 — Accantonamento al fondo per rischi su causa di lavoro
ContoDareAvere
Accantonamento per rischi (voce B.12 di conto economico)40.000,00 €
Fondo per rischi su cause in corso40.000,00 €
Totale40.000,00 €40.000,00 €
Giugno 2026 — Utilizzo del fondo alla transazione e rilascio dell'eccedenza
ContoDareAvere
Fondo per rischi su cause in corso40.000,00 €
Banca c/c35.000,00 €
Altri proventi diversi (classe A.5, stessa natura dell'accantonamento originario)5.000,00 €
Totale40.000,00 €40.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Acquisire e conservare il parere scritto del legale che qualifichi la passività come probabile e ne dia una stima attendibile: se il rischio è solo possibile non si accantona nulla e si dà informativa in nota integrativa (OIC 31); se è remoto non si dà neppure informativa.
  • La scrittura di transazione qui è semplificata: l'impresa resta sostituto d'imposta e le somme corrisposte in dipendenza della cessazione del rapporto (arretrati retributivi, indennità) vanno di regola assoggettate a ritenuta, spesso a tassazione separata (artt. 23 e 24 d.P.R. 600/1973; art. 17, comma 1, lett. a, TUIR), mentre eventuali componenti risarcitorie per danno non patrimoniale possono restare fuori campo. Il verbale di transazione va letto per scomporre le voci prima di registrare.
  • OIC 31, § 47: l'eccedenza del fondo va classificata fra i componenti positivi della stessa natura dell'accantonamento originario, non genericamente come sopravvenienza attiva (nomenclatura da area straordinaria, non più prevista nello schema di conto economico).
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Capitalizzazione dei costi

Quando un costo diventa attività; ricerca e pubblicità non sono genericamente capitalizzabili.

M03 · Art. 2426 c.c. e OIC 24
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Caso

Esempio didattico. Beta S.r.l. sostiene nel 2026 costi interni per 120.000 euro relativi a un nuovo applicativo destinato alla vendita: 45.000 euro riferiti alla fase di ricerca (studio di fattibilità, valutazione di soluzioni alternative) e 75.000 euro riferiti alla fase di sviluppo, avviata dopo l'approvazione del progetto, con costi misurabili analiticamente e recuperabilità dimostrata dal piano commerciale. Vita utile stimata 5 anni. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

L'applicativo è completato e pronto per la vendita entro il 31/12/2026: essendo un software tutelato dal diritto d'autore fin dalla sua creazione (art. 2, n. 8, L. 633/1941), a progetto concluso i costi di sviluppo si iscrivono direttamente fra i diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (voce B.I.3, OIC 24), non fra i costi di sviluppo in senso proprio (B.I.2, che presuppone il progetto ancora in corso); i costi di ricerca restano imputati a conto economico dell'esercizio. Capitalizzando esattamente al 31/12, l'ammortamento decorre dall'esercizio successivo.

31/12/2026 — Capitalizzazione a diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (i 45.000 di ricerca restano a conto economico)
ContoDareAvere
Diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (immobilizzazioni immateriali)75.000,00 €
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni (voce A.4 di conto economico)75.000,00 €
Totale75.000,00 €75.000,00 €
31/12/2027 — Prima quota intera di ammortamento su vita utile quinquennale
ContoDareAvere
Ammortamento diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno15.000,00 €
Fondo ammortamento diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno15.000,00 €
Totale15.000,00 €15.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare che il costo sia riferibile alla fase di sviluppo e non alla ricerca: dopo il d.lgs. 139/2015 i costi di ricerca e quelli di pubblicità non sono più capitalizzabili e vanno spesati; documentare la data di passaggio tra le due fasi con il verbale di approvazione del progetto e con la contabilità analitica delle ore e dei materiali.
  • Verificare a che punto è realmente il progetto: la sosta in «costi di sviluppo» (B.I.2) con il consenso dell'organo di controllo e il vincolo alla distribuzione degli utili dell'art. 2426, comma 1, n. 5, c.c. è ammessa in prassi solo mentre il progetto è ancora in corso; a progetto concluso, come in questo caso, si iscrive direttamente in B.I.3, dove quelle due condizioni non si applicano.
  • Se la data di entrata in funzione non coincidesse con la chiusura dell'esercizio, la prima quota di ammortamento andrebbe ragguagliata al periodo di effettivo utilizzo (OIC 24), non riconosciuta per l'intero anno.
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Impegni e garanzie

Dai vecchi conti d’ordine all’informativa attuale e al controllo extracontabile.

M05 · OIC 12 e OIC 31
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Caso

Esempio didattico. Gamma S.r.l. rilascia il 1/3/2026 una fideiussione a favore di una società controllata, a garanzia di un'apertura di credito bancaria, per un massimale di 200.000 euro. Al 31/12/2026 l'esposizione residua garantita è di 200.000 euro e, alla luce della tensione finanziaria della garantita documentata dalla situazione contabile e dagli insoluti, l'escussione parziale per 60.000 euro è ritenuta probabile. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Rilascio di una garanzia personale che, non avendo effetti su stato patrimoniale e conto economico al momento del rilascio, dopo l'abolizione dei conti d'ordine in calce allo stato patrimoniale (d.lgs. 139/2015) è oggetto di rilevazione extracontabile nei sistemi supplementari e di informativa in nota integrativa ex art. 2427, n. 9 c.c.; quando l'escussione diventa probabile si accantona un fondo per rischi (OIC 31).

1/3/2026 — Rilevazione nel sistema supplementare dei rischi (nessun effetto su stato patrimoniale e conto economico)
ContoDareAvere
Rischi per fideiussioni prestate (sistema supplementare)200.000,00 €
Creditori per fideiussioni prestate (sistema supplementare)200.000,00 €
Totale200.000,00 €200.000,00 €
31/12/2026 — Escussione divenuta probabile: accantonamento al fondo
ContoDareAvere
Accantonamento per rischi (voce B.12 di conto economico)60.000,00 €
Fondo per rischi su garanzie prestate60.000,00 €
Totale60.000,00 €60.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Leggere il testo della fideiussione prima di quantificare l'informativa: massimale, durata, eventuale rinuncia al beneficio della preventiva escussione, solidarietà, controgaranzie ricevute; in nota integrativa va indicato l'impegno effettivamente in essere alla data di bilancio, non l'importo originario del massimale.
  • Verificare la delibera dell'organo amministrativo che ha autorizzato il rilascio e gli eventuali limiti statutari alla prestazione di garanzie a favore di terzi, e tenere un registro extracontabile degli impegni e delle garanzie riconciliato a fine esercizio, perché dal 2016 lo schema di stato patrimoniale non espone più i conti d'ordine e il dato non emerge dal bilancio.
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Leasing: bilanci OIC e IAS/IFRS

Per i soggetti OIC: metodo patrimoniale, competenza di canoni e maxicanone e informativa ex art. 2427 c.c. Per i soggetti IAS/IFRS: diritto d’uso e passività secondo IFRS 16. Il leasing resta distinto dal finanziamento ordinario.

M17 · Contratto e principio contabile applicabile
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Caso

Esempio didattico. Delta S.r.l., società che redige il bilancio secondo le norme del codice civile e i principi OIC, stipula il 1/7/2025 un contratto di leasing finanziario su un macchinario: maxicanone iniziale 20.000 euro oltre IVA 22%, 48 canoni mensili da 1.800 euro oltre IVA a partire da luglio 2025, prezzo di riscatto 5.000 euro. Nel 2025 maturano 6 canoni. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Contabilizzazione del leasing finanziario con il metodo patrimoniale imposto ai soggetti OIC: il bene non entra nell'attivo fino al riscatto, i canoni sono costi d'esercizio e il maxicanone va ripartito sulla durata contrattuale mediante risconto, con l'informativa richiesta dall'art. 2427, n. 22 c.c.

1/7/2025 — Pagamento del maxicanone
ContoDareAvere
Canoni di leasing (godimento beni di terzi)20.000,00 €
IVA a credito4.400,00 €
Banca c/c24.400,00 €
Totale24.400,00 €24.400,00 €
Luglio–dicembre 2025 — Canoni periodici di competenza (6 x 1.800)
ContoDareAvere
Canoni di leasing (godimento beni di terzi)10.800,00 €
IVA a credito2.376,00 €
Banca c/c13.176,00 €
Totale13.176,00 €13.176,00 €
31/12/2025 — Risconto del maxicanone sulla durata residua (20.000 x 42/48)
ContoDareAvere
Risconti attivi su canoni di leasing17.500,00 €
Canoni di leasing (godimento beni di terzi)17.500,00 €
Totale17.500,00 €17.500,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare quale insieme di regole si applica al soggetto: la sequenza sopra vale per chi redige il bilancio secondo il codice civile e i principi OIC (metodo patrimoniale); una società che applica gli IAS/IFRS deve invece iscrivere, secondo l'IFRS 16, un'attività per il diritto d'uso e una passività per il leasing, con ammortamento e interessi al posto del canone, salvo le esenzioni per contratti di breve durata o di modico valore. Prima di impostare le scritture accertare il regime contabile applicabile ed evitare di replicare l'impostazione OIC su un bilancio IAS/IFRS.
  • Leggere il contratto per determinare la durata su cui riscontare il maxicanone e verificare le clausole (indicizzazione, spese di istruttoria, riscatto), predisponendo i dati per l'informativa dell'art. 2427, n. 22 c.c.: valore attuale dei canoni residui, onere finanziario di competenza, valore del bene e ammortamenti figurativi che si sarebbero rilevati con il metodo finanziario.
  • A titolo di confronto: sullo stesso canone mensile di 1.800 €, il metodo finanziario IFRS 16 non lo tratta come un costo unico ma lo scompone ogni mese in due parti distinte, esattamente come la rata di un mutuo — una quota interessi, calcolata applicando il tasso di attualizzazione del contratto al debito residuo per leasing, e una quota capitale, che riduce quel debito. Il metodo patrimoniale OIC usato sopra non fa questa separazione: il canone resta un costo unico di periodo.
  • Verificare il disallineamento fiscale: il contratto dura 48 mesi, ma per un macchinario con coefficiente di ammortamento 10% l'art. 102, comma 7, TUIR ammette la deduzione dei canoni solo per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento fiscale, cioè almeno 60 mesi. La quota di canone dedotta in bilancio più velocemente di quanto consentito va ripresa a tassazione con variazione in aumento, con i canoni eccedenti recuperabili in deduzione solo dopo la scadenza del contratto.
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15

Mutui e finanziamenti

Erogazione, debito, quota capitale, interessi, costi di transazione e costo ammortizzato.

M18 · Riconciliare piano e tasso effettivo
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Caso

Esempio didattico. Epsilon S.r.l. ottiene il 1/1/2026 un mutuo chirografario di 300.000 euro nominali, durata 5 anni, rate semestrali con quota capitale costante di 30.000 euro e interessi nominali al 5% annuo, con spese di istruttoria di 3.000 euro trattenute all'erogazione. La società applica il criterio del costo ammortizzato. Nell'esempio l'interesse di competenza del primo semestre calcolato al tasso di interesse effettivo è pari a 7.800 euro, contro 7.500 euro di interessi nominali. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Erogazione di un finanziamento con costi di transazione: il debito è iscritto al valore iniziale al netto dei costi accessori e valutato al costo ammortizzato ex art. 2426, comma 1, n. 8 c.c. e OIC 19, cosicché le spese non transitano subito a conto economico ma confluiscono nel tasso di interesse effettivo.

1/1/2026 — Erogazione del mutuo al netto delle spese di istruttoria
ContoDareAvere
Banca c/c297.000,00 €
Mutui passivi297.000,00 €
Totale297.000,00 €297.000,00 €
30/6/2026 — Pagamento della prima rata semestrale (30.000 di capitale e 7.500 di interessi nominali)
ContoDareAvere
Interessi passivi su mutui7.800,00 €
Mutui passivi29.700,00 €
Banca c/c37.500,00 €
Totale37.500,00 €37.500,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Prima di impostare le scritture, verificare se il costo ammortizzato va effettivamente applicato: l'OIC 19 ne consente la disapplicazione quando gli effetti sono irrilevanti (debiti a breve termine o costi di transazione non significativi) e le società che redigono il bilancio in forma abbreviata o le micro-imprese possono iscrivere i debiti al valore nominale; in tal caso le spese si rilevano come oneri, con le opportune scritture di competenza.
  • Leggere il contratto e il piano di ammortamento allegato per verificare tasso, periodicità, spese, eventuali garanzie reali e covenant, e in sede di bilancio separare la quota scadente entro l'esercizio successivo da quella oltre, indicando in nota integrativa i debiti di durata residua superiore a cinque anni e quelli assistiti da garanzie reali (art. 2427, n. 6 c.c.).
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Utile, perdite e riserve

Destinazione del risultato, copertura perdite e vincoli di disponibilità e distribuibilità.

M07 · Presupposto: bilancio precedente approvato; legge, statuto e delibera
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Caso

Esempio didattico. Zeta S.r.l., capitale sociale 100.000 euro, riserva legale già accantonata 15.000 euro, chiude il 2025 con un utile di 150.000 euro. L'assemblea del 28/4/2026 destina 5.000 euro a riserva legale (fino al raggiungimento del quinto del capitale), 45.000 euro a riserva straordinaria e 100.000 euro a dividendo per il socio unico, persona fisica non imprenditore. L'esercizio 2026 chiude con una perdita di 40.000 euro, coperta nel 2027 con la riserva straordinaria. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Destinazione del risultato deliberata dall'assemblea in sede di approvazione del bilancio, con rispetto del limite dell'art. 2430 c.c. alla riserva legale, rilevazione del debito verso il socio e della ritenuta sui dividendi, e successiva copertura della perdita con riserva disponibile.

28/4/2026 — Destinazione dell'utile 2025 come da verbale assembleare
ContoDareAvere
Utile d'esercizio150.000,00 €
Riserva legale5.000,00 €
Riserva straordinaria45.000,00 €
Debiti verso soci per dividendi deliberati100.000,00 €
Totale150.000,00 €150.000,00 €
Maggio 2026 — Pagamento del dividendo con ritenuta del 26% a titolo d'imposta
ContoDareAvere
Debiti verso soci per dividendi deliberati100.000,00 €
Erario c/ritenute su dividendi26.000,00 €
Banca c/c74.000,00 €
Totale100.000,00 €100.000,00 €
2027 — Copertura della perdita 2026 con la riserva straordinaria
ContoDareAvere
Riserva straordinaria40.000,00 €
Perdita d'esercizio40.000,00 €
Totale40.000,00 €40.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Non registrare nulla prima di avere il verbale di assemblea: la destinazione dell'utile e la copertura della perdita sono decisioni dei soci in sede di approvazione del bilancio (art. 2478-bis c.c. per la s.r.l.), e la scrittura deve riprodurre esattamente le somme deliberate; verificare inoltre il limite del quinto del capitale per la riserva legale (art. 2430 c.c.), che nell'esempio riduce l'accantonamento da 7.500 a 5.000 euro.
  • Verificare la disponibilità e la distribuibilità delle singole riserve prima di proporre la distribuzione o la copertura: la riserva legale non è distribuibile, e vanno considerati i vincoli sulle riserve da costi di sviluppo capitalizzati (art. 2426, n. 5 c.c.), sulla riserva da valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto e sulla riserva negativa per azioni proprie; verificare infine il regime della ritenuta in funzione della natura del socio (persona fisica, società, soggetto estero) e i termini di versamento con F24.
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17

Capitale e azioni proprie

Conferimenti, aumenti/riduzioni e azioni proprie a diretta riduzione del patrimonio netto.

M20 · Disciplina societaria attuale
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Caso

Esempio didattico su S.p.A., perché l'art. 2474 c.c. vieta alla s.r.l. l'acquisto di quote proprie. Eta S.p.A. ha capitale sociale 500.000 euro (500.000 azioni da 1 euro) e riserve disponibili 300.000 euro. Nel 2026 delibera un aumento di capitale a pagamento di 100.000 nuove azioni a 1,50 euro ciascuna, interamente sottoscritto e versato. Successivamente acquista 20.000 azioni proprie a 2,00 euro (40.000 euro) e nel 2027 ne cede l'intero pacchetto a 2,25 euro (45.000 euro). Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Aumento di capitale a pagamento con sovrapprezzo e successivo acquisto di azioni proprie, iscritte a diretta riduzione del patrimonio netto nella riserva negativa prevista dall'art. 2357-ter, comma 3 c.c. e dall'OIC 28, con imputazione a patrimonio netto anche del risultato della successiva cessione.

2026 — Sottoscrizione e versamento integrale dell'aumento di capitale
ContoDareAvere
Banca c/c150.000,00 €
Capitale sociale100.000,00 €
Riserva da sovrapprezzo azioni50.000,00 €
Totale150.000,00 €150.000,00 €
2026 — Acquisto di 20.000 azioni proprie
ContoDareAvere
Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio40.000,00 €
Banca c/c40.000,00 €
Totale40.000,00 €40.000,00 €
2027 — Cessione dell'intero pacchetto di azioni proprie
ContoDareAvere
Banca c/c45.000,00 €
Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio40.000,00 €
Riserva disponibile da cessione di azioni proprie5.000,00 €
Totale45.000,00 €45.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare la forma societaria prima ancora di impostare le scritture: la s.r.l. non può acquistare né accettare in garanzia proprie partecipazioni (art. 2474 c.c.); per la S.p.A. servono l'autorizzazione dell'assemblea con indicazione di numero, prezzo minimo e massimo e durata, l'esistenza di utili distribuibili e riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato e l'integrale liberazione delle azioni (art. 2357 c.c.).
  • Per l'aumento di capitale, verificare il verbale notarile dell'assemblea straordinaria e l'iscrizione al registro delle imprese (art. 2436 c.c.), il rispetto o la legittima esclusione del diritto di opzione (art. 2441 c.c.) e l'avvenuto versamento; ricordare che l'utile o la perdita realizzati sulla cessione di azioni proprie non transitano da conto economico ma sono imputati a patrimonio netto (OIC 28).
Verifica del professionista
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Prestiti obbligazionari

Emissione, limite legale, interessi, scarti e obbligazioni convertibili.

M19 · Art. 2412 c.c. ed eccezioni
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Caso

Esempio didattico su S.p.A. Theta S.p.A. ha capitale sociale 800.000 euro, riserva legale 160.000 euro e riserve disponibili 240.000 euro risultanti dall'ultimo bilancio approvato. Nel 2026 emette un prestito obbligazionario 2026-2031 di 2.000 obbligazioni da 1.000 euro nominali, collocate sotto la pari a 980 euro (incasso 1.960.000 euro), con cedola annuale del 4% sul nominale. Gli obbligazionisti sono persone fisiche residenti. Nell'esempio la quota annua di riassorbimento del disaggio è indicata in 8.000 euro, ripartizione semplificata di quella che il tasso di interesse effettivo determinerebbe in modo non lineare. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Emissione di obbligazioni sotto la pari entro il limite dell'art. 2412 c.c.: il debito è iscritto al valore iniziale al netto del disaggio e valutato al costo ammortizzato (il disaggio non è più iscrivibile nell'attivo dopo il d.lgs. 139/2015), con imputazione a conto economico degli interessi effettivi e ritenuta sulle cedole.

2026 — Emissione e incasso del prestito obbligazionario
ContoDareAvere
Banca c/c1.960.000,00 €
Prestito obbligazionario1.960.000,00 €
Totale1.960.000,00 €1.960.000,00 €
Fine 2026 — Cedola annuale lorda (80.000) e riassorbimento del disaggio (8.000)
ContoDareAvere
Interessi passivi su obbligazioni88.000,00 €
Prestito obbligazionario8.000,00 €
Erario c/ritenute su interessi obbligazionari20.800,00 €
Banca c/c59.200,00 €
Totale88.000,00 €88.000,00 €
2031 — Rimborso alla pari alla scadenza
ContoDareAvere
Prestito obbligazionario2.000.000,00 €
Banca c/c2.000.000,00 €
Totale2.000.000,00 €2.000.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare il limite quantitativo dell'art. 2412 c.c. sulla base dell'ultimo bilancio approvato (nell'esempio il doppio di capitale, riserva legale e riserve disponibili, pari a 2.400.000 euro, capiente rispetto ai 2.000.000 emessi) e considerare i casi in cui il limite non opera, tra cui le obbligazioni destinate a investitori professionali soggetti a vigilanza, quelle garantite da ipoteca di primo grado su immobili della società nei limiti di legge e quelle quotate in mercati regolamentati; controllare la competenza deliberativa e la verbalizzazione notarile con iscrizione al registro delle imprese (art. 2410 c.c.).
  • Verificare la forma societaria e il tipo di titolo: la s.r.l. non emette obbligazioni ma titoli di debito, solo se lo statuto lo prevede e con sottoscrizione riservata a investitori professionali soggetti a vigilanza (art. 2483 c.c.); per le obbligazioni convertibili valgono regole ulteriori (competenza dell'assemblea straordinaria, aumento di capitale a servizio, divieto di emissione sotto la pari, art. 2420-bis c.c.). Verificare infine il regime della ritenuta o dell'imposta sostitutiva in base alla natura del sottoscrittore e dell'emittente.
Verifica del professionista
19

Titoli e partecipazioni

Classificazione, costo, rendimento, ratei, svalutazione o perdita di valore e realizzo.

M21 · OIC 20/OIC 21 · Finalità di detenzione
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Caso

Esempio didattico. Iota S.r.l. acquista il 1/3/2026 titoli di Stato per 200.000 euro nominali al corso di 98 (196.000 euro), con oneri accessori di 500 euro e dietimi corrisposti al venditore per 2.000 euro; la cedola è del 3% annuo, pagata il 1/5 e il 1/11 (3.000 euro a semestre). I titoli sono destinati alla gestione della liquidità e classificati nell'attivo circolante. Al 31/12/2026 il valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato è pari a 96, cioè 192.000 euro. Importi di fantasia.

Fatto amministrativo

Acquisto di titoli a reddito fisso iscritti nell'attivo circolante al costo comprensivo di oneri accessori, con separazione dei dietimi maturati prima dell'acquisto, e valutazione di fine esercizio al minore tra costo e valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato (art. 2426, comma 1, n. 9 c.c. e OIC 20).

1/3/2026 — Acquisto dei titoli con dietimi e oneri accessori
ContoDareAvere
Titoli a reddito fisso iscritti nell'attivo circolante196.500,00 €
Interessi attivi su titoli (dietimi corrisposti al venditore)2.000,00 €
Banca c/c198.500,00 €
Totale198.500,00 €198.500,00 €
1/5/2026 — Incasso della prima cedola semestrale lorda
ContoDareAvere
Banca c/c3.000,00 €
Interessi attivi su titoli3.000,00 €
Totale3.000,00 €3.000,00 €
1/11/2026 — Incasso della seconda cedola semestrale lorda
ContoDareAvere
Banca c/c3.000,00 €
Interessi attivi su titoli3.000,00 €
Totale3.000,00 €3.000,00 €
31/12/2026 — Assestamenti: rateo interessi novembre-dicembre e svalutazione al valore di mercato
ContoDareAvere
Ratei attivi su interessi da titoli1.000,00 €
Svalutazione di titoli iscritti nell'attivo circolante4.500,00 €
Interessi attivi su titoli1.000,00 €
Titoli a reddito fisso iscritti nell'attivo circolante4.500,00 €
Totale5.500,00 €5.500,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verificare la classificazione prima di scegliere il criterio di valutazione: i titoli destinati a permanere durevolmente nel patrimonio vanno tra le immobilizzazioni finanziarie, con valutazione al costo ammortizzato ove applicabile e svalutazione solo per perdite durevoli di valore, mentre quelli dell'attivo circolante seguono il minore tra costo e valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato, con ripristino se vengono meno i motivi della svalutazione; la destinazione deve risultare da una decisione documentata dell'organo amministrativo, non dalla convenienza del risultato.
  • Conservare la documentazione della quotazione o del valore di mercato alla data di bilancio e verificare il metodo di determinazione del costo dei titoli fungibili adottato (costo medio ponderato, LIFO o FIFO), applicandolo in modo costante; per le partecipazioni, verificare invece la scelta tra costo e metodo del patrimonio netto (art. 2426, comma 1, nn. 3 e 4 c.c.) e, in caso di svalutazione, la sussistenza di una perdita durevole documentata da bilanci o piani della partecipata.
Verifica del professionista
3

Livello chiusura

Assestamento e bilancio

Le scritture di fine periodo trasformano i dati grezzi in informazione: richiedono evidenze, stime, cut-off e riconciliazioni.

20

Ratei e risconti

Quote che maturano in funzione del tempo, distinte da debiti, crediti e stime.

M23 · OIC 18 · Contratto e calendario
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Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. Alfa S.r.l., esercizio coincidente con l'anno solare. (a) Il 1° luglio 2025 paga un premio di assicurazione di 3.600 euro per la copertura 1/7/2025–30/6/2026, imputato interamente a costo. (b) Su un finanziamento bancario con debito residuo di 200.000 euro al tasso del 3% annuo, le rate di soli interessi scadono posticipate il 31/03 e il 30/09: dal 1° ottobre al 31 dicembre 2025 maturano quindi tre mesi di interessi non ancora liquidati (200.000 x 3% x 3/12 = 1.500 euro). Il premio riscontato è 3.600 x 6/12 = 1.800 euro.

Fatto amministrativo

Al 31/12 si rinviano al 2026 i sei mesi di premio assicurativo non di competenza e si rileva il trimestre di interessi già maturato ma non ancora esigibile.

Risconto attivo sul premio di assicurazione (31/12)
ContoDareAvere
Risconti attivi1.800,00 €
Premi di assicurazione1.800,00 €
Totale1.800,00 €1.800,00 €
Rateo passivo sugli interessi del finanziamento (31/12)
ContoDareAvere
Interessi passivi su finanziamenti bancari1.500,00 €
Ratei passivi1.500,00 €
Totale1.500,00 €1.500,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Riscontro documentale del periodo di competenza: polizza (o appendice) con date di decorrenza e scadenza, e piano di ammortamento o contratto di finanziamento con la periodicità delle rate. Senza il documento che delimita il periodo, il rateo o il risconto non è dimostrabile in sede di controllo.
  • Verificare che si tratti davvero di quote che maturano in ragione del tempo (OIC 18): un corrispettivo una tantum, un anticipo a fornitore o una prestazione già interamente ricevuta non generano risconti né ratei, ma rispettivamente costo, credito o debito (fattura da ricevere).
  • Controllare che i ratei e risconti dell'esercizio precedente siano stati riassorbiti: un saldo che si trascina identico da un anno all'altro segnala una mancata chiusura della quota di competenza.
Verifica documentale
21

Rimanenze

Inventario, costo, valore di realizzazione, obsolescenza, perdita di valore e merci in viaggio.

M24 · OIC 13 e art. 92 TUIR
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Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. Beta S.r.l. commercializza materiale elettrico. Le rimanenze iniziali di merci al 1° gennaio ammontano a 95.000 euro. L'inventario fisico al 31 dicembre, valorizzato al costo con il criterio FIFO, dà 120.000 euro; all'interno di tale valore figura un lotto tecnicamente superato il cui costo è 20.000 euro, per il quale il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, al netto dei costi di vendita, è stimato in 12.000 euro. Si rileva quindi una perdita di valore di 8.000 euro e le rimanenze finali sono iscritte a 120.000 - 8.000 = 112.000 euro (OIC 13: minore tra costo e valore di realizzazione).

Fatto amministrativo

Al 31/12 si stornano le esistenze iniziali a conto economico e si iscrivono le rimanenze finali al minore fra costo e valore di realizzazione, già ridotto per l'obsolescenza del lotto.

Storno delle esistenze iniziali (31/12)
ContoDareAvere
Esistenze iniziali di merci (variazione rimanenze)95.000,00 €
Merci c/rimanenze95.000,00 €
Totale95.000,00 €95.000,00 €
Rilevazione delle rimanenze finali al netto della perdita di valore (31/12)
ContoDareAvere
Merci c/rimanenze112.000,00 €
Rimanenze finali di merci (variazione rimanenze)112.000,00 €
Totale112.000,00 €112.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Verbale di inventario datato e sottoscritto, con conta fisica riconciliata alla contabilità di magazzino; le differenze inventariali vanno spiegate e non semplicemente pareggiate. Il libro degli inventari va sottoscritto dal legale rappresentante entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette (art. 2217, comma 2, c.c.).
  • Perimetro dei beni: escludere merci di terzi in conto deposito, in conto lavorazione o in conto visione; includere le merci in viaggio quando i rischi e i benefici sono già trasferiti secondo le condizioni di resa contrattuali, verificando l'incrocio con le fatture di acquisto e i documenti di trasporto a cavallo d'anno.
  • Doppio binario civilistico-fiscale sull'obsolescenza: l'art. 92, comma 5, del TUIR consente la svalutazione fino al valore normale medio dell'ultimo mese dell'esercizio; la parte di perdita di valore eccedente tale limite è indeducibile e va gestita come variazione in aumento in dichiarazione. Il calcolo va documentato con listini, offerte o vendite successive.
Verifica del professionista
22

Fatture da ricevere

Costo e debito sono rilevati sulla base della ricezione del bene o servizio e di una stima documentata. Nella scrittura di assestamento non si rileva il credito IVA; la fattura successiva consente la registrazione dell’imposta quando ricorrono i relativi presupposti e deve essere riconciliata con la stima.

M25 · OIC 12/OIC 19/OIC 29 · Disciplina IVA
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Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. Gamma S.r.l. riceve merci il 20 dicembre, accompagnate da documento di trasporto, per un imponibile stimato di 15.000 euro secondo l'ordine confermato e il listino contrattuale. Al 31 dicembre la fattura non è ancora pervenuta. La fattura differita arriva il 12 gennaio e riporta imponibile 15.000 euro e IVA 22% pari a 3.300 euro, per un totale di 18.300 euro.

Fatto amministrativo

Al 31/12 si rileva il costo di competenza e il correlato debito verso il fornitore sulla base della merce ricevuta, senza alcuna rilevazione dell'IVA.

Scrittura di assestamento al 31/12 - fattura da ricevere
ContoDareAvere
Merci c/acquisti15.000,00 €
Fatture da ricevere15.000,00 €
Totale15.000,00 €15.000,00 €
Ricevimento e registrazione della fattura nell'esercizio successivo (12/01)
ContoDareAvere
Fatture da ricevere15.000,00 €
IVA a credito3.300,00 €
Debiti verso fornitori18.300,00 €
Totale18.300,00 €18.300,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Incrocio fra i documenti di trasporto, i rapportini o gli stati di avanzamento di dicembre e il registro degli acquisti: ogni consegna o prestazione ricevuta e non fatturata deve trovare una posta fra le fatture da ricevere, e viceversa nessuna fattura da ricevere deve restare aperta senza un documento sottostante.
  • Congruità della stima: l'importo va ancorato a ordine, contratto, listino o preventivo accettato, non a un arrotondamento. Gli scostamenti fra stima e fattura definitiva vanno monitorati perché uno scarto sistematico indica un criterio di stima da rivedere.
  • IVA: nessuna imposta va rilevata nella scrittura di assestamento e l'imposta sulla fattura di dicembre ricevuta a gennaio non è detraibile nel 2025. La deroga dell'art. 1, comma 1, del d.P.R. 100/1998, che consente di far concorrere alla liquidazione del mese le fatture ricevute entro il 15 del mese successivo, non si applica alle operazioni effettuate nell'anno precedente (artt. 19 e 25 del d.P.R. 633/1972).
Verifica del professionista
23

Fatture da emettere

Ricavo di competenza e momento di effettuazione dell’operazione ai fini IVA analizzati separatamente per beni e servizi.

M26 · Artt. 6 e 21 DPR 633/72 · OIC 34
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Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. Delta S.r.l. al 31 dicembre presenta due situazioni distinte. (a) Cessione di beni: merci consegnate il 28 dicembre con documento di trasporto, imponibile 24.000 euro, fatturate in forma differita il 12 gennaio con IVA 22% pari a 5.280 euro (totale 29.280 euro). (b) Prestazione di servizi: incarico di manutenzione ultimato il 22 dicembre, corrispettivo pattuito 8.000 euro, non ancora fatturato né incassato al 31 dicembre.

Fatto amministrativo

Al 31/12 si rileva in entrambi i casi il ricavo di competenza con la contropartita 'Fatture da emettere', mentre l'IVA segue il proprio momento di effettuazione: consegna per i beni, pagamento per i servizi.

Assestamento al 31/12 - cessione di beni consegnati e non fatturati, con la relativa IVA già di competenza di dicembre
ContoDareAvere
Fatture da emettere29.280,00 €
Merci c/vendite24.000,00 €
IVA a debito5.280,00 €
Totale29.280,00 €29.280,00 €
Emissione della fattura differita entro il 15 del mese successivo (12/01)
ContoDareAvere
Crediti verso clienti29.280,00 €
Fatture da emettere29.280,00 €
Totale29.280,00 €29.280,00 €
Assestamento al 31/12 - prestazione di servizi ultimata, non pagata e non fatturata
ContoDareAvere
Fatture da emettere8.000,00 €
Prestazioni di servizi c/ricavi8.000,00 €
Totale8.000,00 €8.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Quadratura dei documenti di trasporto di dicembre con le fatture differite emesse entro il 15 gennaio (art. 21, comma 4, lett. a, del d.P.R. 633/1972): ogni DDT di dicembre deve risultare fatturato o giustificato come reso, e nessun ricavo di competenza deve restare fuori dal conto economico.
  • Per i beni, l'operazione è effettuata a dicembre (consegna del 28/12): la fattura differita del 12 gennaio va annotata con riferimento al mese di consegna (art. 23, comma 1, d.P.R. 633/1972) e i 5.280 € di IVA concorrono alla liquidazione di dicembre, non a quella di gennaio (art. 1, comma 1, d.P.R. 100/1998); al 31/12 il relativo debito IVA deve già figurare in bilancio, anche se la fattura è materialmente registrata in gennaio.
  • Sui servizi non va rilevata IVA a debito nell'esercizio: il momento di effettuazione è il pagamento del corrispettivo (art. 6, comma 3, del d.P.R. 633/1972), salvo emissione anticipata della fattura, che rende l'operazione effettuata nei limiti dell'importo fatturato (art. 6, comma 4). Verificare quindi che la posta 'Fatture da emettere' relativa ai servizi non sia stata inclusa nella liquidazione IVA di dicembre.
  • Verifica del momento di rilevazione del ricavo secondo l'OIC 34 (applicabile ai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2024): il ricavo si rileva quando si è verificato il trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici, da riscontrare sulle condizioni di resa, sulle clausole di riserva di proprietà e sulle prove di consegna.
Verifica del professionista
24

Epilogo, chiusura e riapertura

Chiusura dei conti economici, determinazione del risultato, chiusura dei conti patrimoniali, bilancio di verifica e riapertura.

M06 · Laboratorio completo di quadratura
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Caso

Epsilon S.r.l., società di capitali in contabilità ordinaria, esercizio 1/1–31/12/2026, liquidazione IVA mensile. Dati di fantasia a scopo didattico. Si parte dal bilancio di verifica al 31/12/2026 redatto DOPO le scritture di assestamento (ammortamenti, ratei, risconti già rilevati) e PRIMA della liquidazione IVA di dicembre e del calcolo delle imposte. SEZIONE DARE — Banca c/c 68.000; Crediti verso clienti 82.000; IVA a credito 30.000; Impianti (costo storico) 60.000; Merci c/acquisti 300.000; Costi per servizi 40.000; Salari e stipendi 90.000; Ammortamento impianti 12.000; Interessi passivi su mutui 5.000. Totale Dare 687.000. SEZIONE AVERE — Capitale sociale 50.000; Fondo ammortamento impianti 18.000; Debiti verso fornitori 67.000; Debiti verso istituti previdenziali 8.000; IVA a debito 44.000; Merci c/vendite 500.000. Totale Avere 687.000. IPOTESI DICHIARATE: (a) gli impianti sono stati acquistati nell'esercizio 2025 per 60.000, coefficiente tabellare 20% (d.m. 31 dicembre 1988), ridotto alla metà nel primo esercizio ai sensi dell'art. 102, c. 2, TUIR: fondo 6.000 nel 2025 + 12.000 nel 2026 = 18.000; (b) l'esercizio si chiude senza rimanenze di magazzino, perché il tema è trattato nel modulo dedicato; (c) non esistono variazioni fiscali in aumento o in diminuzione ai fini IRES, quindi il reddito imponibile coincide con l'utile ante imposte; (d) il costo del lavoro si riferisce interamente a dipendenti a tempo indeterminato, integralmente deducibile ai fini IRAP ex art. 11, c. 4-octies, d.lgs. 446/1997; (e) si applica l'aliquota IRAP ordinaria del 3,9% (art. 16, c. 1, d.lgs. 446/1997), senza maggiorazioni regionali. CALCOLI PRELIMINARI: utile ante imposte = 500.000 − (300.000 + 40.000 + 90.000 + 12.000 + 5.000) = 500.000 − 447.000 = 53.000. IRES 24% × 53.000 = 12.720. Base IRAP = valore della produzione netto = 500.000 − (300.000 + 40.000 + 12.000) − 90.000 (deduzione integrale del costo del lavoro) = 58.000; controprova: 53.000 + 5.000 di interessi passivi, che appartengono all'area finanziaria e non concorrono al valore della produzione. IRAP 3,9% × 58.000 = 2.262. Imposte correnti totali 14.982. Utile netto = 53.000 − 14.982 = 38.018.

Fatto amministrativo

Il 31 dicembre 2026 l'organo amministrativo chiude l'esercizio: liquida l'IVA del mese di dicembre azzerando i due conti IVA verso un debito verso l'Erario, calcola e rileva le imposte correnti IRES e IRAP con contropartita ai debiti tributari, epiloga tutti i conti economici — imposte comprese — nel Conto di risultato economico determinando l'utile netto, e chiude i conti patrimoniali nel Bilancio di chiusura tenendo il cespite al lordo e chiudendo separatamente il relativo fondo ammortamento, che è un conto rettificativo di segno opposto. L'1 gennaio 2027 riapre i conti, uno per uno, con la scrittura di apertura.

1. Liquidazione IVA di dicembre 2026 (31/12/2026)
ContoDareAvere
IVA a debito44.000,00 €
IVA a credito30.000,00 €
Erario c/IVA (debito per IVA da versare)14.000,00 €
Totale44.000,00 €44.000,00 €
2. Rilevazione delle imposte correnti sul reddito (31/12/2026)
ContoDareAvere
Imposte correnti IRES12.720,00 €
Imposte correnti IRAP2.262,00 €
Debiti tributari per imposte correnti14.982,00 €
Totale14.982,00 €14.982,00 €
3. Epilogo dei componenti negativi di reddito nel Conto di risultato economico
ContoDareAvere
Conto di risultato economico461.982,00 €
Merci c/acquisti300.000,00 €
Costi per servizi40.000,00 €
Salari e stipendi90.000,00 €
Ammortamento impianti12.000,00 €
Interessi passivi su mutui5.000,00 €
Imposte correnti IRES12.720,00 €
Imposte correnti IRAP2.262,00 €
Totale461.982,00 €461.982,00 €
4. Epilogo dei componenti positivi di reddito nel Conto di risultato economico
ContoDareAvere
Merci c/vendite500.000,00 €
Conto di risultato economico500.000,00 €
Totale500.000,00 €500.000,00 €
5. Determinazione e rilevazione dell'utile netto d'esercizio
ContoDareAvere
Conto di risultato economico38.018,00 €
Utile d'esercizio38.018,00 €
Totale38.018,00 €38.018,00 €
6. Chiusura dei conti patrimoniali attivi nel Bilancio di chiusura
ContoDareAvere
Bilancio di chiusura210.000,00 €
Banca c/c68.000,00 €
Crediti verso clienti82.000,00 €
Impianti (costo storico, al lordo del fondo)60.000,00 €
Totale210.000,00 €210.000,00 €
7. Chiusura dei conti passivi, del conto rettificativo e del patrimonio netto nel Bilancio di chiusura
ContoDareAvere
Fondo ammortamento impianti18.000,00 €
Debiti verso fornitori67.000,00 €
Debiti verso istituti previdenziali8.000,00 €
Erario c/IVA14.000,00 €
Debiti tributari per imposte correnti14.982,00 €
Capitale sociale50.000,00 €
Utile d'esercizio38.018,00 €
Bilancio di chiusura210.000,00 €
Totale210.000,00 €210.000,00 €
8. Riapertura dei conti patrimoniali attivi (1/1/2027)
ContoDareAvere
Banca c/c68.000,00 €
Crediti verso clienti82.000,00 €
Impianti (costo storico, al lordo del fondo)60.000,00 €
Bilancio di apertura210.000,00 €
Totale210.000,00 €210.000,00 €
9. Riapertura dei conti passivi, del fondo ammortamento e del patrimonio netto (1/1/2027)
ContoDareAvere
Bilancio di apertura210.000,00 €
Capitale sociale50.000,00 €
Fondo ammortamento impianti18.000,00 €
Debiti verso fornitori67.000,00 €
Debiti verso istituti previdenziali8.000,00 €
Erario c/IVA14.000,00 €
Debiti tributari per imposte correnti14.982,00 €
Utile d'esercizio38.018,00 €
Totale210.000,00 €210.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Quadratura del Bilancio di chiusura. Attività: Banca 68.000 + Crediti verso clienti 82.000 + Impianti al lordo 60.000 = 210.000. Passività e netto: Fondo ammortamento impianti 18.000 + Debiti verso fornitori 67.000 + Debiti verso istituti previdenziali 8.000 + Erario c/IVA 14.000 + Debiti tributari 14.982 + Capitale sociale 50.000 + Utile d'esercizio 38.018 = 210.000. Il totale a pareggio è espresso al lordo perché il fondo, essendo un conto rettificativo di segno opposto all'attivo che rettifica, si chiude in Dare autonomamente e figura fra le poste da riaprire in Avere.
  • Perché il fondo NON va nettizzato. In contabilità il cespite si chiude per 60.000 e il fondo per 18.000; il valore netto contabile di 42.000 è un'informazione di bilancio, non un saldo di mastro. Nello Stato patrimoniale ex art. 2424 c.c. l'immobilizzazione compare in B.II al netto, ma l'art. 2427, n. 2, c.c. impone di indicare in Nota integrativa costo storico e fondo distintamente. Se in sede di chiusura si registrasse il cespite netto, all'1/1/2027 si perderebbe la base di calcolo dell'ammortamento — che nel 2027 è pari al 20% di 60.000, cioè 12.000, e non al 20% di 42.000 — e si renderebbe impossibile determinare la plusvalenza o minusvalenza in caso di cessione (art. 86 e art. 101 TUIR).
  • Controllo del risultato. Il Conto di risultato economico si azzera: Avere 500.000 contro Dare 461.982 (costi e imposte) + 38.018 (utile). Riprova aritmetica: 500.000 − 447.000 = 53.000 di utile ante imposte; 53.000 × 24% = 12.720 di IRES; 58.000 × 3,9% = 2.262 di IRAP; 53.000 − 14.982 = 38.018. Patrimonio netto finale 50.000 + 38.018 = 88.018, pari alla differenza fra attività nette (210.000 − 18.000 di fondo = 192.000) e passività (67.000 + 8.000 + 14.000 + 14.982 = 103.982).
  • Controllo IVA. Saldo della liquidazione di dicembre: 44.000 di IVA a debito − 30.000 di IVA a credito = 14.000 da versare entro il 16 gennaio 2027, codice tributo 6012 (IVA mensile dicembre). Dopo la scrittura 1 entrambi i conti IVA presentano saldo zero e non compaiono nel Bilancio di chiusura: chiuderli separatamente in Bilancio di chiusura senza averli liquidati è l'errore che espone in bilancio un credito e un debito lordi verso lo stesso ente, in violazione del divieto di compensi di partite (art. 2423-ter, c. 6, c.c. — qui, al contrario, la compensazione è dovuta perché il rapporto tributario è unico).
  • Controllo della riapertura. Ogni conto riaperto ripropone, per pari importo e per stessa sezione, il saldo chiuso il 31/12: banca 68.000, crediti 82.000, cespite lordo 60.000 in Dare; capitale 50.000, fondo 18.000, fornitori 67.000, istituti previdenziali 8.000, Erario c/IVA 14.000, debiti tributari 14.982, utile 38.018 in Avere. Il conto Bilancio di apertura si chiude a zero (210.000 in Dare contro 210.000 in Avere). L'utile resta in un conto di patrimonio netto fino alla delibera dei soci di approvazione del bilancio (art. 2478-bis, c. 2, c.c.); l'eventuale accantonamento a riserva legale, pari al 5% dell'utile fino al quinto del capitale (art. 2430 c.c., quindi fino a 10.000 su un capitale di 50.000), si rileva solo dopo la delibera e vale 1.900,90.
  • Operatività. Entro il 16 gennaio 2027 il versamento IVA di dicembre (6.012 come codice tributo 6012, importo 14.000); il saldo IRES e IRAP 2026 e il primo acconto 2027 vanno versati entro i termini ordinari del periodo d'imposta, con imputazione ai debiti tributari già iscritti; il fondo ammortamento riaperto per 18.000 è la base su cui si innesta la quota 2027 di 12.000, portando il fondo a 30.000 su un costo storico di 60.000.
Tecnica
25

Rendiconto finanziario

Flussi operativi, d’investimento e di finanziamento secondo OIC 10.

M04 · Metodo diretto e indiretto
Vedi la scrittura svolta

Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. Zeta S.r.l. redige il rendiconto finanziario con il metodo indiretto (OIC 10). Dati dell'esercizio: utile 50.000 euro; ammortamenti 30.000 euro; accantonamento al TFR 10.000 euro e TFR liquidato 4.000 euro; aumento dei crediti verso clienti 20.000 euro; aumento delle rimanenze 8.000 euro; aumento dei debiti verso fornitori 12.000 euro; acquisto di impianti 45.000 euro; accensione di un nuovo mutuo 30.000 euro; rimborso di quote capitale di mutui 10.000 euro; dividendi pagati 20.000 euro. Ne risultano: flusso della gestione operativa +70.000 euro, flusso dell'attività di investimento -45.000 euro, flusso dell'attività di finanziamento 0 euro (30.000 - 10.000 - 20.000), con incremento delle disponibilità liquide di 25.000 euro, da 15.000 a 40.000 euro.

Fatto amministrativo

Al 31/12 si riclassificano le variazioni patrimoniali e le poste non monetarie in flussi operativi, di investimento e di finanziamento, fino a spiegare per intero la variazione delle disponibilità liquide. Esempio volutamente semplificato per isolare il meccanismo delle rettifiche: lo schema OIC 10 completo, nella sezione A, parte dall'utile al lordo di imposte e interessi e li rettifica separatamente, per poi esporre a parte le imposte e gli interessi effettivamente pagati; qui imposte e interessi passivi sono stati omessi dai dati.

Prospetto di quadratura dei flussi (non è una scrittura in partita doppia: in colonna Dare le fonti, in colonna Avere gli impieghi; l'incremento di cassa chiude il prospetto)
ContoDareAvere
Utile d'esercizio50.000,00 €
Ammortamenti (costo non monetario)30.000,00 €
Accantonamento al TFR (costo non monetario)10.000,00 €
Aumento dei debiti verso fornitori12.000,00 €
Accensione di nuovo mutuo (finanziamento)30.000,00 €
TFR liquidato nell'esercizio4.000,00 €
Aumento dei crediti verso clienti20.000,00 €
Aumento delle rimanenze8.000,00 €
Acquisto di impianti (investimento)45.000,00 €
Rimborso quote capitale di mutui (finanziamento)10.000,00 €
Dividendi pagati (finanziamento)20.000,00 €
Incremento delle disponibilità liquide25.000,00 €
Totale132.000,00 €132.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • La variazione delle disponibilità liquide risultante dal rendiconto deve coincidere esattamente con la differenza fra i saldi della voce C.IV dello stato patrimoniale dei due esercizi, riconciliata con gli estratti conto bancari e con la cassa risultante dalle scritture; ogni scarto residuo va spiegato, non forzato con una voce di quadratura.
  • Depurare le variazioni di crediti, debiti e immobilizzazioni dalle operazioni non monetarie e dalle riclassifiche (conferimenti, permute, acquisti non ancora pagati, giroconti fra voci): la variazione contabile del saldo non coincide con il flusso di cassa. Gli ammortamenti vanno riconciliati con il registro dei beni ammortizzabili e il TFR va scomposto fra accantonamento, utilizzi e quote versate a fondi esterni.
  • Perimetro dell'obbligo: il rendiconto finanziario ex art. 2425-ter c.c. non è dovuto dalle società che redigono il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis, comma 2, c.c.) né dalle micro-imprese (art. 2435-ter c.c.); se predisposto volontariamente, va comunque redatto secondo l'OIC 10 e corredato del confronto con l'esercizio precedente.
Verifica documentale
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Errori, stime e fatti successivi

OIC 29: correzioni, cambiamenti di stima o di principio ed eventi dopo la chiusura.

M22 · Documentare il giudizio
Vedi la scrittura svolta

Caso

Esempio didattico, importi di fantasia. In sede di chiusura del bilancio, Eta S.r.l. affronta due fattispecie da tenere rigorosamente distinte (OIC 29). (a) Errore rilevante: emerge che una prestazione di servizi di 30.000 euro, ricevuta nell'esercizio precedente, non è mai stata fatturata dal fornitore né registrata in contabilità; il debito viene rilevato solo ora, in sede di correzione dell'errore. Considerando l'IRES del 24%, l'effetto fiscale è 30.000 x 24% = 7.200 euro, recuperabile con dichiarazione integrativa a favore, e l'impatto netto sul patrimonio netto di apertura è 22.800 euro. (b) Fatto successivo di natura rettificativa: un cliente, il cui credito di 50.000 euro era già iscritto al 31 dicembre, è ammesso a una procedura concorsuale nel febbraio successivo; l'evento conferma una condizione di inesigibilità già esistente alla data di bilancio e va quindi recepito, integrando il fondo svalutazione crediti di 20.000 euro.

Fatto amministrativo

L'errore rilevante dell'esercizio precedente si corregge sul patrimonio netto di apertura senza transitare dal conto economico, mentre l'aggiornamento della stima di recuperabilità del credito, imposto da un fatto successivo di natura rettificativa, transita dal conto economico dell'esercizio in chiusura.

a) Correzione dell'errore rilevante di esercizi precedenti
ContoDareAvere
Utili (perdite) portati a nuovo22.800,00 €
Crediti tributari per IRES (integrativa a favore)7.200,00 €
Fatture da ricevere30.000,00 €
Totale30.000,00 €30.000,00 €
b) Adeguamento della stima per fatto successivo rettificativo (31/12)
ContoDareAvere
Svalutazione dei crediti dell'attivo circolante20.000,00 €
Fondo svalutazione crediti20.000,00 €
Totale20.000,00 €20.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Qualificazione preventiva della fattispecie: errore rilevante (rettifica del saldo di apertura del patrimonio netto, con riesposizione dei comparativi e informativa in nota integrativa), errore non rilevante (conto economico dell'esercizio) o cambiamento di stima (sempre applicazione prospettica a conto economico). La soglia di rilevanza adottata va definita e documentata prima, non scelta a posteriori in funzione del risultato.
  • Finestra temporale dei fatti successivi: vanno considerati gli eventi noti fino alla data di redazione del progetto di bilancio da parte dell'organo amministrativo, distinguendo quelli che rettificano i valori (procedura concorsuale che conferma l'inesigibilità già maturata) da quelli che richiedono solo informativa in nota integrativa. Conservare la documentazione della data di conoscenza dell'evento.
  • Doppio binario fiscale: la correzione dell'errore che rileva un costo di competenza dell'esercizio precedente richiede il coordinamento con la dichiarazione integrativa a favore (art. 2, comma 8-bis, del d.P.R. 322/1998), e qui l'effetto è calcolato ai soli fini IRES (24%) per semplicità: un costo per servizi rileva di regola anche ai fini IRAP, quindi l'impatto netto reale sul patrimonio netto di apertura andrebbe verificato includendo anche quell'imposta. La svalutazione del credito è deducibile nei limiti dell'art. 106 del TUIR, mentre la perdita su crediti verso soggetti assoggettati a procedure concorsuali segue gli artt. 101, commi 5 e 5-bis, del TUIR, con imputazione a bilancio come condizione della deduzione.
  • Fattura mai pervenuta: il committente ha un obbligo di regolarizzazione. Dal 1° settembre 2024 l'art. 6, comma 8, d.lgs. 471/1997 (come sostituito dal d.lgs. 87/2024) non richiede più l'autofattura con versamento dell'imposta, ma la comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dal termine in cui la fattura avrebbe dovuto essere emessa, con sanzione del 70% dell'imposta (minimo 250 €); dal 1° aprile 2025 la comunicazione si effettua con il tipo documento TD29. Non va confusa con l'autofattura TD20 del caso sulle operazioni intra-UE, che resta la procedura corretta per quella fattispecie (art. 46, comma 5, d.l. 331/1993).
Verifica del professionista
27

Lista di controllo del bilancio 2026

Clienti, fornitori, banche, IVA, paghe, cespiti, leasing, patrimonio netto, fondi, imposte e strumenti finanziari.

M27 · OIC 11, 25, 28 e 32 · Documentazione approvata e tracciabile
Vedi il caso svolto

Caso

Esempio didattico, senza scritture contabili. Theta S.r.l. chiude il bilancio 2026 in forma ordinaria. Prima di consegnare la bozza all'organo amministrativo, lo studio percorre una lista di controllo che tocca tutte le aree del bilancio: ogni voce deve risultare quadrata con un documento esterno o con un prospetto di dettaglio conservato nel fascicolo di bilancio. La lista non sostituisce la valutazione del professionista sul caso concreto: serve a evitare che una quadratura resti implicita e non documentata.

Fatto amministrativo

Prima della chiusura definitiva si verifica che ciascun saldo di bilancio sia riconciliato con una fonte esterna o con un dettaglio analitico archiviato nel fascicolo.

Prima di registrare, verificare

  • Clienti: partitario aperto quadrato con il saldo di mastro; circolarizzazione o riscontro degli incassi successivi sulle posizioni più significative; anzianità dei crediti e coerenza del fondo svalutazione con le posizioni scadute, contestate o in procedura; note di credito da emettere per resi e abbuoni di fine anno.
  • Fornitori: partitario quadrato con il mastro; ricerca delle passività non registrate incrociando documenti di trasporto, rapportini e pagamenti dei primi mesi dell'anno successivo; fatture da ricevere motivate da un documento sottostante; eventuali saldi Dare anomali riclassificati fra gli anticipi.
  • Banche e disponibilità liquide: riconciliazione di ogni conto con l'estratto conto e con la certificazione dei saldi alla data di chiusura; partite in sospeso datate e chiuse nell'esercizio successivo; competenze, interessi e commissioni maturati e non addebitati; verifica dei saldi in valuta convertiti al cambio di fine esercizio.
  • IVA: quadratura dei registri con la liquidazione annuale e con il conto IVA di bilancio; controllo delle operazioni a cavallo d'anno (fatture differite entro il 15 gennaio, fatture di dicembre ricevute a gennaio, per le quali la detrazione slitta all'anno successivo); verifica di reverse charge, split payment ed eventuale pro rata definitivo; riscontro con la comunicazione delle liquidazioni periodiche.
  • Paghe e personale: quadratura del costo del lavoro con i cedolini e con il riepilogo annuale; ratei per ferie e permessi non goduti, quattordicesima e premi maturati, con i relativi contributi; fondo TFR raccordato al prospetto analitico per dipendente, agli utilizzi e alle quote versate ai fondi di previdenza complementare o al Fondo di Tesoreria; debiti verso INPS e INAIL e ritenute fiscali riscontrati con i modelli F24 e con i flussi UniEmens.
  • Cespiti: registro dei beni ammortizzabili quadrato con la contabilità generale, sia nei costi storici sia nei fondi; verifica delle entrate in funzione dei nuovi beni, delle aliquote applicate e del ragguaglio del primo esercizio; corretto trattamento di manutenzioni ordinarie e incrementative, cessioni e dismissioni; valutazione della presenza di indicatori di perdita durevole di valore ai sensi dell'OIC 9.
  • Leasing e contratti di durata: rilevazione secondo il metodo patrimoniale con l'informativa richiesta dall'art. 2427, n. 22, c.c. (valore attuale dei canoni, oneri finanziari, valore del bene con ammortamenti figurativi); maxicanone riscontato lungo la durata del contratto; riscatti iscritti fra i cespiti e non a costo.
  • Patrimonio netto, fondi e imposte: raccordo del netto con il libro delle decisioni dei soci e con la destinazione dell'utile deliberata; riserva legale ex art. 2430 c.c. e vincoli di distribuibilità (OIC 28), fra cui la riserva indisponibile da valutazione di strumenti finanziari derivati; congruità dei fondi rischi e oneri secondo l'OIC 31; calcolo delle imposte correnti riconciliato con il prospetto delle variazioni e verifica della recuperabilità delle imposte anticipate (OIC 25); infine, verifica della continuità aziendale e dell'adeguatezza degli assetti ex art. 2086 c.c., anche alla luce degli indicatori del CCII.
Verifica del professionista

Laboratori

Non basta leggerlo: bisogna quadrarlo.

Ogni laboratorio parte dai documenti, costruisce la scrittura, verifica i saldi e identifica ciò che deve passare al professionista.

A · Fattura complessa

Più aliquote e codici Natura risultanti dall’XML; imballi, cauzioni, anticipazioni e bollo sono qualificati separatamente. Il codice N1 identifica esclusivamente operazioni escluse ai sensi dell’art. 15 d.P.R. 633/1972; le altre fattispecie utilizzano la Natura prevista dalle specifiche FatturaPA vigenti.

  • Ricostruisci DatiRiepilogo
  • Conserva i segni
  • Quadra documento e fornitore
Vedi la scrittura svolta

Caso

Delta S.r.l. emette il 18/11/2026 la fattura elettronica immediata n. 412 (tipo documento TD01) a Zeta S.p.A., trasmessa allo SdI. Dati di fantasia a scopo didattico. RIGHE DEL DOCUMENTO — riga 1: prodotti alimentari confezionati, imponibile 4.000,00, aliquota 10%, imposta 400,00; riga 2: articoli per la casa, imponibile 6.000,00, aliquota 22%, imposta 1.320,00; riga 3: imballaggi a perdere addebitati al cliente, accessori alla cessione di riga 2 e quindi assoggettati alla stessa aliquota ai sensi dell'art. 12 d.P.R. 633/1972, imponibile 200,00, aliquota 22%, imposta 44,00; riga 4: cauzione su imballaggi a rendere, 500,00, esclusa dalla base imponibile ex art. 15, c. 1, n. 4, d.P.R. 633/1972 perché il rimborso alla resa è espressamente pattuito in contratto, codice Natura N1; riga 5: rimborso delle spese di trasporto anticipate in nome e per conto del cliente, con fattura del vettore intestata a Zeta S.p.A. e regolarmente documentata, 180,00, esclusa ex art. 15, c. 1, n. 3, codice Natura N1; riga 6: imposta di bollo assolta in modo virtuale e riaddebitata, 2,00, codice Natura N1. RIEPILOGO IVA DEL FILE XML — imponibile 22%: 6.200,00 con imposta 1.364,00; imponibile 10%: 4.000,00 con imposta 400,00; importi non soggetti Natura N1: 682,00; totale imposta 1.764,00; totale documento 12.646,00. Blocco DatiBollo valorizzato: BolloVirtuale = SI, ImportoBollo = 2,00. Pagamento a 60 giorni; termine per la resa degli imballaggi: 90 giorni dalla consegna.

Fatto amministrativo

Delta S.r.l. rileva in un'unica scrittura la fattura n. 412, distinguendo le componenti che generano ricavo (le due cessioni a diversa aliquota e l'addebito degli imballaggi a perdere, accessorio ex art. 12), le componenti che NON generano ricavo ma movimentano posizioni di debito o di credito già esistenti (la cauzione sugli imballaggi a rendere, che è un debito verso il cliente; il rimborso dell'anticipazione, che chiude il credito sorto quando Delta ha pagato il vettore in nome e per conto; il riaddebito del bollo, che alimenta il debito verso l'Erario per il bollo virtuale) e l'IVA a debito, che è la somma delle sole imposte delle righe imponibili. Alla resa degli imballaggi entro il termine pattuito Delta rimborsa la cauzione; se il termine decorre inutilmente, la cauzione trattenuta perde il presupposto dell'art. 15, n. 4, diventa corrispettivo e va fatturata con IVA.

1. Emissione della fattura n. 412 del 18/11/2026
ContoDareAvere
Crediti verso clienti12.646,00 €
Prodotti alimentari c/vendite (aliquota 10%)4.000,00 €
Articoli per la casa c/vendite (aliquota 22%)6.000,00 €
Rimborsi spese di imballaggio (imballaggi a perdere)200,00 €
Debiti per cauzioni su imballaggi a rendere500,00 €
Crediti diversi per anticipazioni in nome e per conto180,00 €
Erario c/imposta di bollo virtuale2,00 €
IVA a debito1.764,00 €
Totale12.646,00 €12.646,00 €
2. Restituzione degli imballaggi entro il termine pattuito e rimborso della cauzione
ContoDareAvere
Debiti per cauzioni su imballaggi a rendere500,00 €
Banca c/c500,00 €
Totale500,00 €500,00 €
3. Variante alternativa alla scrittura 2 — imballaggi non restituiti entro il termine: la cauzione trattenuta diventa corrispettivo e si emette fattura con IVA 22%
ContoDareAvere
Debiti per cauzioni su imballaggi a rendere500,00 €
Crediti verso clienti110,00 €
Imballaggi c/vendite500,00 €
IVA a debito110,00 €
Totale610,00 €610,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Quadratura del riepilogo IVA con il totale documento e con la contabilità. Imponibile 22% = 6.000,00 + 200,00 di imballaggi a perdere (accessori ex art. 12) = 6.200,00, imposta 1.364,00; imponibile 10% = 4.000,00, imposta 400,00; non soggetti N1 = 500,00 + 180,00 + 2,00 = 682,00. Totale documento: 6.200,00 + 4.000,00 + 682,00 + 1.764,00 = 12.646,00, pari al saldo addebitato al conto Crediti verso clienti. Il conto IVA a debito accoglie 1.764,00 e non 1.764,00 + qualcosa: le righe N1 non generano imposta. Nel registro delle vendite il documento produce due righe di imponibile e una riga non soggetta che non concorre alla liquidazione periodica.
  • Qualificazione separata delle poste fuori base imponibile, che è il punto in cui l'esercizio si supera o si sbaglia. La cauzione su imballaggi a rendere è esclusa ex art. 15, c. 1, n. 4, d.P.R. 633/1972 solo se il rimborso alla resa è espressamente pattuito: senza patto scritto è corrispettivo imponibile. Il rimborso delle spese di trasporto è escluso ex art. 15, c. 1, n. 3, solo se l'anticipazione è sostenuta in nome e per conto del cliente e regolarmente documentata con fattura del vettore intestata al cliente: se il documento è intestato a Delta, l'addebito diventa onere accessorio ex art. 12 e segue l'aliquota dell'operazione principale. In entrambi i casi il codice corretto è N1 (escluse ex art. 15) e non N2 (non soggette per difetto di presupposto) né N4 (esenti). Nessuno dei tre importi concorre al volume d'affari (art. 20 d.P.R. 633/1972), circostanza che rileva per il plafond degli esportatori abituali e per le soglie dimensionali.
  • Controllo dell'imposta di bollo. Il bollo di 2,00 euro è dovuto perché gli importi non assoggettati a IVA — 680,00, al netto del bollo stesso — superano il limite di 77,47 euro (d.P.R. 642/1972, Tariffa Parte I, art. 13, e Tabella allegato B). Sulle fatture elettroniche l'imposta si assolve in modo virtuale valorizzando il blocco DatiBollo dell'XML, con liquidazione e versamento su base trimestrale secondo gli elenchi predisposti dall'Agenzia delle Entrate a partire dai dati delle fatture transitate dallo SdI (d.m. 17 giugno 2014). PUNTO CONTROVERSO da segnalare in aula: il riaddebito del bollo al cliente è qui trattato come rimborso di anticipazione ex art. 15, c. 1, n. 3, ma un diverso orientamento sostiene che, non trattandosi di spesa sostenuta in nome e per conto del cliente, il riaddebito costituisca onere accessorio ex art. 12 e debba concorrere alla base imponibile con l'aliquota dell'operazione principale. Va scelto un trattamento e mantenuto coerente fra file XML, registri IVA e contabilità generale; la scelta va documentata perché incide sull'imponibile e sull'imposta.
  • Controllo di coerenza sul conto delle cauzioni. Il saldo di Debiti per cauzioni su imballaggi a rendere deve trovare corrispondenza in un partitario per cliente e nell'inventario degli imballaggi giacenti presso i clienti. A ogni chiusura periodica vanno estratte le posizioni per le quali il termine di resa è scaduto: su queste il presupposto dell'esclusione è venuto meno e occorre emettere fattura come nella scrittura 3, imponendo 500,00 con IVA 110,00. Le scritture 2 e 3 sono alternative e non vanno sommate.

B · Leasing o finanziamento

Stesso bene, due contratti e due logiche.

  • Identifica il principio contabile applicabile
  • Riconcilia il piano
  • Per i soggetti OIC: competenza dei canoni e del maxicanone
  • Per i soggetti IAS/IFRS: diritto d’uso, passività e interessi secondo IFRS 16
Vedi la scrittura svolta

Caso

Beta S.r.l., società di capitali che redige il bilancio secondo le norme del codice civile e i principi OIC, deve acquisire un macchinario del valore di 100.000,00 oltre IVA 22%, disponibile e messo in funzione l'1/7/2026. Dati di fantasia a scopo didattico. Valuta due contratti alternativi sullo stesso bene. IPOTESI A — LEASING FINANZIARIO: contratto stipulato e decorrente dall'1/7/2026, durata 60 mesi, maxicanone iniziale 20.000,00, 60 canoni mensili di 1.500,00, prezzo di riscatto finale 2.000,00 esigibile l'1/7/2031, IVA 22% su maxicanone e canoni, integralmente detraibile perché il bene è strumentale e inerente. Nel secondo semestre 2026 sono pagati il maxicanone e sei canoni. IPOTESI B — ACQUISTO CON MUTUO: acquisto diretto l'1/7/2026 per 100.000,00 più IVA 22.000,00; contestuale erogazione di un mutuo chirografario di 100.000,00, durata 60 mesi, tasso 4% annuo, rate annuali posticipate con scadenza 30 giugno; il fornitore è pagato integralmente per 122.000,00, l'IVA con liquidità propria. Coefficiente di ammortamento ipotizzato 12,5% (d.m. 31 dicembre 1988; il coefficiente effettivo va letto nella specie merceologica del gruppo di appartenenza), ridotto alla metà nel primo esercizio ex art. 102, c. 2, TUIR: 100.000,00 × 12,5% × 50% = 6.250,00, importo che coincide con il ragguaglio civilistico ai sei mesi di disponibilità del bene. Interessi maturati dall'1/7 al 31/12/2026: 100.000,00 × 4% × 6/12 = 2.000,00, non ancora esigibili alla chiusura.

Fatto amministrativo

Nell'ipotesi A, i soggetti che applicano i principi OIC contabilizzano il leasing con il metodo patrimoniale: il bene non entra nell'attivo, il canone è un costo per godimento di beni di terzi (voce B.8 dello schema di conto economico, OIC 12) e il maxicanone, che è un anticipo di canoni e non un costo dell'esercizio in cui è pagato, va ripartito sulla durata contrattuale mediante risconto attivo. Nell'ipotesi B il bene entra fra le immobilizzazioni materiali per il costo di acquisto, si ammortizza sulla vita utile e il finanziamento genera un debito e interessi di competenza da rilevare con un rateo passivo. Le due ipotesi sono alternative: si registra l'una o l'altra, mai la somma.

1. Ipotesi A (leasing) — pagamento del maxicanone iniziale (1/7/2026)
ContoDareAvere
Canoni di leasing20.000,00 €
IVA a credito4.400,00 €
Banca c/c24.400,00 €
Totale24.400,00 €24.400,00 €
2. Ipotesi A (leasing) — canoni mensili di luglio-dicembre 2026 (6 canoni da 1.500,00)
ContoDareAvere
Canoni di leasing9.000,00 €
IVA a credito1.980,00 €
Banca c/c10.980,00 €
Totale10.980,00 €10.980,00 €
3. Ipotesi A (leasing) — assestamento al 31/12/2026: risconto attivo sul maxicanone (20.000,00 / 60 mesi × 54 mesi residui)
ContoDareAvere
Risconti attivi18.000,00 €
Canoni di leasing18.000,00 €
Totale18.000,00 €18.000,00 €
4. Ipotesi B (mutuo) — acquisto del macchinario (1/7/2026)
ContoDareAvere
Macchinario100.000,00 €
IVA a credito22.000,00 €
Debiti verso fornitori122.000,00 €
Totale122.000,00 €122.000,00 €
5. Ipotesi B (mutuo) — erogazione del finanziamento (1/7/2026)
ContoDareAvere
Banca c/c100.000,00 €
Mutui passivi100.000,00 €
Totale100.000,00 €100.000,00 €
6. Ipotesi B (mutuo) — pagamento integrale del fornitore
ContoDareAvere
Debiti verso fornitori122.000,00 €
Banca c/c122.000,00 €
Totale122.000,00 €122.000,00 €
7. Ipotesi B (mutuo) — ammortamento del macchinario al 31/12/2026 (100.000,00 × 12,5% × 6/12)
ContoDareAvere
Ammortamento macchinario6.250,00 €
Fondo ammortamento macchinario6.250,00 €
Totale6.250,00 €6.250,00 €
8. Ipotesi B (mutuo) — assestamento al 31/12/2026: rateo passivo sugli interessi maturati (100.000,00 × 4% × 6/12)
ContoDareAvere
Interessi passivi su mutui2.000,00 €
Ratei passivi2.000,00 €
Totale2.000,00 €2.000,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Confronto degli effetti sul bilancio 2026, che è lo scopo del laboratorio. IPOTESI A: costo di competenza 11.000,00 = 9.000,00 di canoni del semestre + 2.000,00 di quota maxicanone (20.000,00 / 60 × 6), tutto in B.8; nessuna immobilizzazione nell'attivo; un risconto attivo di 18.000,00, di cui 4.000,00 entro l'esercizio successivo e 14.000,00 oltre; nessun debito finanziario iscritto, ma impegni contrattuali da indicare in Nota integrativa. IPOTESI B: costo di competenza 8.250,00 = 6.250,00 di ammortamento (voce B.10.b) + 2.000,00 di interessi (voce C.17); attivo immobilizzato 100.000,00 con fondo 6.250,00, quindi valore netto 93.750,00; debiti verso banche 100.000,00 e ratei passivi 2.000,00. La differenza di 2.750,00 sul risultato dell'esercizio non misura una diversa convenienza economica ma una diversa distribuzione temporale dei costi: la convenienza si valuta sull'intera durata e al netto dell'effetto fiscale.
  • Coerenza aritmetica del piano di leasing. Esborsi complessivi: 20.000,00 di maxicanone + 60 × 1.500,00 = 90.000,00 di canoni + 2.000,00 di riscatto = 112.000,00, contro un valore del bene di 100.000,00. I 12.000,00 di differenza sono oneri finanziari impliciti, che il contratto deve consentire di isolare. Errore ricorrente da evitare: dedurre integralmente il maxicanone nell'esercizio di pagamento. Il maxicanone è un anticipo su canoni futuri e va sempre riscontato sulla durata contrattuale, sia civilisticamente (competenza, art. 2423-bis, c. 1, n. 3, c.c.) sia fiscalmente.
  • Vincoli fiscali dell'ipotesi A. L'art. 102, c. 7, TUIR ammette in deduzione i canoni di locazione finanziaria su beni mobili per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente tabellare: con coefficiente 12,5% il periodo di ammortamento è di 8 anni e la durata fiscale minima è quindi di 4 anni; il contratto di 5 anni la rispetta e non genera variazioni in aumento nel modello dichiarativo. Se la durata contrattuale fosse stata inferiore ai 4 anni, la deduzione avrebbe dovuto comunque essere spalmata sul periodo minimo, con doppio binario e conseguente fiscalità differita. Ai fini IRAP la quota di interessi impliciti compresa nei canoni non è deducibile (art. 5, c. 3, d.lgs. 446/1997) e va desunta dal contratto: la ripresa in aumento va calcolata e documentata, non stimata.
  • Informativa di bilancio e riscatto. I soggetti OIC applicano il metodo patrimoniale, ma l'art. 2427, n. 22, c.c. impone in Nota integrativa il prospetto degli effetti che si sarebbero prodotti con il metodo finanziario: valore attuale dei canoni non scaduti, onere finanziario di competenza, valore del bene al netto degli ammortamenti figurativi e rettifiche che sarebbero state necessarie. Le micro-imprese ex art. 2435-ter c.c. sono esonerate dalla Nota integrativa a condizione che riportino in calce allo stato patrimoniale le informazioni richieste dalla norma. All'esercizio del riscatto (1/7/2031) il bene entra fra le immobilizzazioni materiali per 2.000,00 e si ammortizza sulla residua vita utile, che è la vita utile effettiva del cespite e non un periodo convenzionale.
  • Quadratura. Ogni scrittura pareggia: 24.400,00; 10.980,00; 18.000,00; 122.000,00; 100.000,00; 122.000,00; 6.250,00; 2.000,00. Le scritture 1-3 e le scritture 4-8 appartengono a due contabilità alternative e non vanno registrate insieme.

C · Chiusura mensile

Dal bilancio di verifica all’assestamento.

  • Corretta imputazione temporale (cut-off) di acquisti e vendite
  • Ratei, risconti e rimanenze
  • Riconcilia IVA, paghe e banca
Vedi la scrittura svolta

Caso

Gamma S.r.l., contabilità ordinaria, liquidazione IVA mensile, esegue la chiusura infrannuale del mese di novembre 2026. Dati di fantasia a scopo didattico. BILANCIO DI VERIFICA AL 30/11/2026, ANTE ASSESTAMENTI — Dare: Banca c/c 45.300; Crediti verso clienti 130.000; IVA a credito 8.140; Merci c/rimanenze (valore d'inventario al 31/10) 31.500; Impianti 40.000; Merci c/acquisti 210.000; Salari e stipendi 50.000; Oneri sociali 15.000; Fitti passivi 12.000. Totale Dare 541.940. Avere: Capitale sociale 30.000; Fondo ammortamento impianti 16.000; Mutui passivi 60.000; Debiti verso fornitori 71.560; Debiti verso istituti previdenziali 4.100; Erario c/ritenute IRPEF lavoro dipendente 1.800; IVA a debito 12.980; Merci c/vendite 340.000; Variazione delle rimanenze di merci 5.500 (rimanenze iniziali all'1/1 pari a 26.000). Totale Avere 541.940. ELEMENTI PER GLI ASSESTAMENTI — (1) il 28/11 sono entrate merci per 5.000 con DDT, la fattura del fornitore non è ancora pervenuta al 30/11; (2) il 29/11 sono state consegnate merci per 8.000 con DDT, la fattura differita sarà emessa entro il 15/12; (3) il mutuo di 60.000 è stato erogato l'1/8/2026 al tasso del 4% annuo, con rate semestrali posticipate scadenti il 31 gennaio e il 31 luglio: interessi del semestre 1.200, maturati per quattro mesi al 30/11; (4) il canone di locazione annuale di 12.000 relativo al periodo 1/10/2026-30/9/2027 è stato pagato anticipatamente l'1/10 e imputato interamente a Fitti passivi; (5) l'inventario di magazzino al 30/11 è valorizzato 34.000; (6) il cedolino di novembre espone retribuzioni lorde 5.000, ritenute IRPEF 900, contributi a carico del dipendente 460, contributi a carico dell'azienda 1.500, netto in busta 3.640; (7) l'estratto conto bancario al 30/11 riporta un saldo di 50.420: risultano competenze bancarie del trimestre non contabilizzate per 380 (spese e commissioni 260, interessi passivi 120) e l'assegno n. 1187 di 5.500, emesso il 27/11 e non ancora addebitato. I saldi IVA del mese derivano da un imponibile vendite di novembre di 59.000 (12.980 = 59.000 × 22%) e da un imponibile acquisti detraibili di 37.000 (8.140 = 37.000 × 22%).

Fatto amministrativo

Il responsabile amministrativo chiude il mese: applica il cut-off agli acquisti e alle vendite documentati da DDT ma non ancora fatturati, rileva il rateo passivo sugli interessi maturati e il risconto attivo sul canone anticipato, adegua le rimanenze al valore d'inventario, contabilizza il cedolino di novembre, recepisce le competenze bancarie emerse dalla riconciliazione e chiude la liquidazione IVA del mese determinando l'importo da versare. L'ordine non è indifferente: il cut-off delle vendite precede la liquidazione IVA, perché l'imposta sulle fatture differite relative a consegne di novembre concorre alla liquidazione di novembre e non a quella di dicembre.

1. Cut-off acquisti — merci ricevute con DDT del 28/11, fattura non pervenuta al 30/11
ContoDareAvere
Merci c/acquisti5.000,00 €
Fatture da ricevere5.000,00 €
Totale5.000,00 €5.000,00 €
2. Cut-off vendite — merci consegnate con DDT del 29/11, fattura differita da emettere entro il 15/12 con IVA di competenza di novembre
ContoDareAvere
Fatture da emettere9.760,00 €
Merci c/vendite8.000,00 €
IVA a debito1.760,00 €
Totale9.760,00 €9.760,00 €
3. Rateo passivo sugli interessi del mutuo maturati dall'1/8 al 30/11/2026 (1.200 × 4/6)
ContoDareAvere
Interessi passivi su mutui800,00 €
Ratei passivi800,00 €
Totale800,00 €800,00 €
4. Risconto attivo sul canone di locazione anticipato (12.000 × 10/12 mesi non di competenza al 30/11)
ContoDareAvere
Risconti attivi10.000,00 €
Fitti passivi10.000,00 €
Totale10.000,00 €10.000,00 €
5. Adeguamento delle rimanenze di merci al valore d'inventario del 30/11 (34.000 contro 31.500 rilevati al 31/10)
ContoDareAvere
Merci c/rimanenze2.500,00 €
Variazione delle rimanenze di merci2.500,00 €
Totale2.500,00 €2.500,00 €
6. Rilevazione del cedolino di novembre 2026
ContoDareAvere
Salari e stipendi5.000,00 €
Oneri sociali1.500,00 €
Debiti verso il personale (netti da corrispondere)3.640,00 €
Erario c/ritenute IRPEF lavoro dipendente900,00 €
Debiti verso istituti previdenziali1.960,00 €
Totale6.500,00 €6.500,00 €
7. Competenze bancarie del trimestre non contabilizzate, emerse dalla riconciliazione
ContoDareAvere
Spese e commissioni bancarie260,00 €
Interessi passivi bancari120,00 €
Banca c/c380,00 €
Totale380,00 €380,00 €
8. Liquidazione IVA di novembre 2026
ContoDareAvere
IVA a debito14.740,00 €
IVA a credito8.140,00 €
Erario c/IVA (debito per IVA da versare)6.600,00 €
Totale14.740,00 €14.740,00 €

Prima di registrare, verificare

  • Riconciliazione IVA. IVA a debito: imponibile vendite di novembre 59.000 + 8.000 della consegna del 29/11 fatturata in differita = 67.000; 67.000 × 22% = 14.740, pari al saldo del conto dopo la scrittura 2. IVA a credito: 37.000 × 22% = 8.140. Saldo a debito 6.600, da versare entro il 16/12/2026, codice tributo 6011 (IVA mensile novembre). Due regole da tenere distinte: per le fatture differite ex art. 21, c. 4, lett. a), d.P.R. 633/1972 l'imposta concorre alla liquidazione del mese di effettuazione dell'operazione, cioè novembre, anche se il documento è emesso a dicembre; per gli acquisti, invece, la detrazione presuppone sia l'esigibilità dell'imposta sia il possesso della fattura (art. 19, c. 1, e art. 25 d.P.R. 633/1972), sicché la merce del DDT 28/11 non genera IVA a credito in novembre. Se la fattura passiva perviene ed è annotata entro il 15/12, l'art. 1, c. 1, d.P.R. 100/1998 consente comunque di computarla nella liquidazione di novembre; la facoltà non si applica ai documenti relativi a operazioni effettuate nell'anno precedente.
  • Riconciliazione bancaria. Saldo contabile ante rettifiche 45.300, meno 380 di competenze bancarie recepite con la scrittura 7 = 44.920. Al saldo contabile rettificato di 44.920 si somma l'assegno n. 1187 di 5.500, emesso il 27/11 e già scritturato ma non ancora addebitato dalla banca: 44.920 + 5.500 = 50.420, esattamente il saldo dell'estratto conto al 30/11. Nessuna partita resta aperta. Regola operativa: solo le partite di competenza dell'azienda non ancora rilevate danno luogo a scritture; le partite in transito presso la banca si riconciliano ma non si contabilizzano.
  • Riconciliazione delle paghe. Il netto in busta 3.640 deve coincidere con il saldo del conto Debiti verso il personale e con il riepilogo del Libro unico del lavoro; il costo del lavoro di novembre è 5.000 + 1.500 = 6.500. Le ritenute IRPEF di 900 vanno versate entro il 16/12/2026 con F24, codice tributo 1001; i contributi di 1.960 (460 trattenuti al dipendente + 1.500 a carico dell'azienda) entro il 16/12/2026 nella sezione INPS con causale DM10; il flusso UniEmens di competenza novembre va trasmesso entro il 31/12/2026. Controllo incrociato: la somma dei debiti previdenziali del periodo deve corrispondere al totale del DM10 virtuale generato dall'UniEmens, e la differenza fra il saldo del conto e il dovuto va spiegata voce per voce, non compensata.
  • Controllo del cut-off, che è il vero oggetto della chiusura mensile. Ogni DDT di uscita merci datato novembre deve avere trovato collocazione o in una fattura già emessa o nel conto Fatture da emettere; ogni bolla di entrata merci di novembre o in una fattura registrata o nel conto Fatture da ricevere. All'inizio di dicembre i due conti transitori vanno stornati contestualmente alla registrazione dei documenti definitivi: omettere lo storno produce la doppia imputazione del costo o del ricavo, che è l'errore più frequente nelle chiusure infrannuali. Il conto Fatture da emettere è stato movimentato per 9.760 comprensivo di IVA proprio perché l'imposta è già confluita nella liquidazione di novembre: alla registrazione della fattura a dicembre il conto si chiude integralmente senza generare nuova IVA a debito.
  • Quadratura complessiva. Il bilancio di verifica ante assestamenti pareggia a 541.940 in entrambe le sezioni; ciascuna delle otto scritture pareggia (5.000; 9.760; 800; 10.000; 2.500; 6.500; 380; 14.740), quindi la quadratura si conserva dopo gli assestamenti. Il risconto attivo di 10.000 e il rateo passivo di 800 vanno riepilogati in un prospetto di dettaglio, che a fine esercizio alimenta l'informativa richiesta dall'art. 2427, n. 7, c.c.; l'incremento di rimanenze di 2.500 rettifica in diminuzione i costi di acquisto e non è un ricavo.

Metodo di controllo

Prima di registrare, rispondi.

Documento e sostanza

  • Quale ditta, esercizio e attività?
  • Qual è il documento originale e la competenza?
  • È costo, cespite, credito/debito, cauzione o finanza?
  • Esiste un duplicato o un documento collegato?

IVA e quadratura

  • Aliquota, natura, detraibilità ed esigibilità sono documentate?
  • Imponibili, IVA, codici Natura previsti dalle specifiche FatturaPA vigenti, bollo e arrotondamenti danno il totale?
  • Segni e note di variazione sono conservati?
  • Il codice gestionale rispetta la qualificazione fiscale?

Conto e bilancio

  • Il conto descrive la sostanza nella singola impresa?
  • Qual è la natura del conto e la voce di bilancio applicabile, ad esempio B6, B7, B8, altra voce economica, cespite o posta patrimoniale?
  • Stime, vite utili, fondi o competenze sono approvati?
  • La scrittura quadra e riconcilia i partitari?

Verifica del professionista

  • Territorialità, pro-rata o indetraibilità non univoci
  • Estero, leasing, capitale o costo ammortizzato
  • Paghe, TFR, incentivi, ritenute o CCNL
  • Stime, errori, operazioni societarie straordinarie o bilancio definitivo

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