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Servizi · Ferrara e Codigoro

Fiscalità d’impresa: pianificazione, adempimenti e rapporti con il Fisco

Seguiamo la fiscalità di imprese individuali, società di persone, società di capitali e gruppi: determinazione del reddito imponibile, imposte dirette e IVA, dichiarazioni, operazioni straordinarie, gestione dei controlli. È un lavoro continuativo, non stagionale: le imposte di un esercizio si decidono lungo tutto l’esercizio, e la dichiarazione ne è il consuntivo.

Chi cerca assistenza sulla fiscalità d’impresa di solito ha due domande sotto la domanda: quanto pagherò, e quanto è solido ciò che sto facendo se un giorno viene guardato da vicino. Le due domande sono legate. Un risparmio che non regge a una verifica non è un risparmio, è un costo differito con gli interessi; per converso, pagare più del dovuto perché non si è valutata un’opzione prevista dalla legge è un danno che nessuno rileverà mai al posto dell’imprenditore.

Il nostro metodo è dichiarare fin dall’inizio dove passa il confine fra ciò che è pacifico, ciò che è sostenibile con argomenti seri e ciò che è controverso, e lasciare la decisione all’imprenditore informato. Tuttavia questo richiede di essere coinvolti prima dell’operazione: sulla maggior parte delle scelte fiscali, a fatto compiuto lo spazio di intervento si riduce alla gestione delle conseguenze.

Pianificazione fiscale lecita: dove passa il confine

Scegliere fra due comportamenti alternativi entrambi previsti dall’ordinamento non è elusione. L’ordinamento riconosce espressamente che il contribuente può scegliere fra regimi opzionali diversi o fra operazioni comportanti un diverso carico fiscale: il limite è l’abuso del diritto, cioè l’operazione priva di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme, realizza essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. La distinzione fra risparmio legittimo e abuso non è una sfumatura: è il perimetro entro cui lavoriamo.

In concreto la pianificazione ordinaria di un’impresa riguarda materie prevedibili: la scelta della forma giuridica e la sua eventuale modifica, la politica di remunerazione di soci e amministratori, la gestione degli ammortamenti e delle scelte di capitalizzazione, l’utilizzo delle perdite fiscali, la rateizzazione delle plusvalenze quando ricorrono i presupposti, il ricorso a regimi opzionali, l’accesso a misure agevolative e la relativa documentazione di supporto.

Su ciascuna di queste scelte produciamo, quando la posta lo giustifica, una nota scritta che espone la ragione economica dell’operazione, la norma applicata e il grado di consolidamento della prassi e della giurisprudenza. Tuttavia va detto che nessuna nota rende sicura un’operazione priva di sostanza economica: la documentazione serve a dimostrare una ragione che esiste, non a costruirne una che manca.

Riferimenti normativi: art. 10-bis L. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

società e SRL · regime forfettario

Imposte dirette nella vita d’impresa: competenza, inerenza, documentazione

Il reddito d’impresa si determina apportando al risultato del conto economico le variazioni in aumento e in diminuzione previste dal Testo unico delle imposte sui redditi. Il lavoro tecnico si concentra quasi sempre su due principi, che sono anche le due contestazioni più frequenti in sede di verifica: la competenza e l’inerenza.

La competenza stabilisce in quale esercizio un componente positivo o negativo concorre a formare il reddito, secondo criteri che il Testo unico differenzia per tipologia di operazione e che richiedono, per i costi, certezza dell’esistenza e determinabilità obiettiva dell’ammontare. L’inerenza collega il costo all’attività d’impresa: la giurisprudenza di legittimità ne ha progressivamente precisato la natura qualitativa, escludendo che il giudizio di inerenza possa risolversi in una valutazione di congruità o di utilità economica, pur restando la manifesta antieconomicità un indizio che l’amministrazione può valorizzare. È una materia in movimento, e lo segnaliamo quando la posta in gioco lo richiede.

Attorno a questi due principi ruotano le aree consuete: ammortamenti e beni a deducibilità limitata, spese di rappresentanza e spese promozionali, autoveicoli, trasferte, compensi agli amministratori, perdite su crediti, accantonamenti, plusvalenze e minusvalenze, riporto delle perdite. Per ciascuna la difesa efficace è documentale e va costruita quando il costo viene sostenuto: contratto, evidenza dell’esecuzione, tracciabilità del pagamento, coerenza con l’attività svolta. Tuttavia il costo documentato in modo impeccabile ma non inerente resta indeducibile: la documentazione prova il fatto, non ne muta la qualificazione.

Riferimenti normativi: d.P.R. 917/1986, artt. 83, 109 e disposizioni sul reddito d’impresa; d.lgs. 446/1997 per l’IRAP

auto, trasferte e spese · il costo del lavoro

L’IVA nell’attività ordinaria: territorialità, detrazione, adempimenti

L’IVA è l’imposta che produce il maggior numero di errori materiali, perché accompagna ogni operazione e perché la sua applicazione dipende da qualificazioni che l’impresa compie quotidianamente: natura dell’operazione, momento di effettuazione, luogo di rilevanza territoriale, status del committente, esistenza di un regime speciale o di un meccanismo di inversione contabile.

Le aree su cui interveniamo con maggiore frequenza sono la territorialità delle prestazioni di servizi e la corretta qualificazione delle operazioni con soggetti esteri, comunitarie e non; il reverse charge nei settori in cui è previsto, dove l’errore di applicazione produce conseguenze sia formali sia sostanziali; il diritto alla detrazione, i suoi limiti oggettivi e soggettivi e il pro rata per chi effettua anche operazioni esenti; la gestione dei plafond per gli esportatori abituali; gli adempimenti dichiarativi e comunicativi collegati alla fatturazione elettronica.

Su queste materie la prassi dell’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea contano quanto il testo normativo interno, perché l’IVA è imposta armonizzata e va interpretata in modo conforme alla direttiva comune. Tuttavia la conformità unionale non sana ogni vizio formale interno: la giurisprudenza tutela il diritto alla detrazione sostanziale, ma resta ampio lo spazio delle sanzioni per violazioni formali, e su alcune fattispecie la posizione dell’amministrazione e quella dei giudici non coincidono.

Riferimenti normativi: d.P.R. 633/1972; direttiva 2006/112/CE; prassi dell’Agenzia delle Entrate

IVA in pratica · fatturazione elettronica

Operazioni straordinarie: cosa cambia sul piano fiscale

Conferimenti, fusioni, scissioni, trasformazioni, cessioni e affitti d’azienda, cessioni di partecipazioni: sono operazioni che l’impresa compie poche volte nella sua vita e che modificano in modo duraturo la sua posizione fiscale. Ciascuna ha un proprio regime, e la differenza fra il regime di neutralità e quello realizzativo determina se l’operazione genera materia imponibile immediata o la rinvia.

Il lavoro preliminare è sempre lo stesso: individuare l’obiettivo economico reale — separare un patrimonio dal rischio d’impresa, far entrare o uscire un socio, preparare un passaggio generazionale, riorganizzare un gruppo, cedere — e verificare quale strumento lo raggiunge con il minor costo complessivo, fiscale e non fiscale. Consideriamo insieme imposte dirette, imposte indirette, effetti sulle perdite pregresse e sulle riserve, riflessi previdenziali, e la responsabilità del cessionario per i debiti tributari dell’azienda ceduta, che si governa con il certificato dei carichi pendenti e con le clausole contrattuali.

Sulle operazioni di maggior rilievo valutiamo l’opportunità di un interpello preventivo, che consente di conoscere la posizione dell’amministrazione prima di procedere. Tuttavia l’interpello ha tempi propri e va impostato con precisione: una domanda formulata male ottiene una risposta che non protegge, e in alcuni casi la risposta negativa cristallizza una posizione che sarebbe stato preferibile discutere in altra sede.

Riferimenti normativi: d.P.R. 917/1986, titolo III, capo III, sulle operazioni straordinarie; art. 14 d.lgs. 472/1997 sulla responsabilità del cessionario d’azienda

società e SRL · crisi d’impresa

Il rapporto con l’Agenzia delle Entrate

Il rapporto con l’amministrazione finanziaria non comincia con l’accertamento. Comincia con le comunicazioni di irregolarità sui controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni, con le lettere di compliance che segnalano anomalie, con le richieste di documenti. Sono passaggi che, gestiti in tempo e con la documentazione giusta, si chiudono senza contenzioso; ignorati, diventano cartelle di pagamento.

Quando il controllo assume forma di verifica, assistiamo il contribuente nel corso dell’accesso, curiamo le osservazioni al processo verbale di constatazione e valutiamo la strategia successiva: adesione, definizione agevolata delle sanzioni, autotutela, ricorso. La scelta non è ideologica ma aritmetica e probabilistica: si confrontano l’importo in contestazione, la solidità delle rispettive posizioni, il costo e la durata del giudizio, la riduzione sanzionatoria offerta dai singoli istituti. Nel contenzioso davanti alle Corti di giustizia tributaria lavoriamo in coordinamento con il difensore incaricato quando la materia lo richiede.

Va tenuto presente che il quadro dell’istruttoria è cambiato: il contraddittorio preventivo è stato generalizzato e il riparto dell’onere della prova nel giudizio tributario è stato ridefinito a favore del contribuente in termini che la giurisprudenza sta ancora precisando. Tuttavia sarebbe imprudente leggere queste modifiche come una garanzia di esito: incidono sul metodo e sulla distribuzione degli oneri, non sostituiscono la prova dei fatti, che resta il cuore di ogni difesa.

Riferimenti normativi: d.P.R. 600/1973 e d.P.R. 633/1972 in materia di accertamento; L. 212/2000; d.lgs. 546/1992; d.lgs. 218/1997 sull’accertamento con adesione

verifiche e contenzioso · istituti deflattivi del contenzioso

Fiscalità e decisioni d’impresa

Le imposte sono una variabile della decisione d’impresa, non il suo criterio. Un investimento che ha senso solo per l’agevolazione che lo accompagna resta un investimento discutibile; una struttura societaria costruita esclusivamente per il vantaggio fiscale è insieme fragile sul piano tributario e scomoda su quello gestionale.

Il contributo che riteniamo utile dare è di anticipazione: quantificare l’effetto fiscale di una scelta prima che venga compiuta, indicarne le alternative, e stimare il fabbisogno finanziario che le imposte genereranno nei mesi successivi. La sorpresa fiscale è quasi sempre un problema di cassa prima che di imposta, e si previene con la proiezione, non con l’ottimizzazione tardiva.

Per questo il servizio fiscale si appoggia sulla contabilità e sul controllo di gestione: senza dati aggiornati la proiezione è un esercizio di fantasia. Tuttavia nessuna proiezione elimina l’incertezza normativa: le regole cambiano, talvolta in corso d’anno e con effetti retroattivi, e la pianificazione prudente lascia un margine per l’imprevisto anziché consumarlo in anticipo.

contabilità e bilanci · strumenti dello Studio

Domande frequenti

Qual è la differenza fra elusione fiscale e risparmio d’imposta lecito?

Il risparmio lecito consiste nello scegliere, fra comportamenti alternativi previsti dall’ordinamento, quello fiscalmente meno oneroso: è una facoltà riconosciuta al contribuente. L’abuso del diritto ricorre invece quando l’operazione è priva di sostanza economica e, pur rispettando formalmente le norme, realizza essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Il discrimine è l’esistenza di ragioni extrafiscali non marginali, che vanno documentate al momento dell’operazione.

Quando un costo è deducibile dal reddito d’impresa?

Servono tre condizioni congiunte: inerenza all’attività esercitata, imputazione al corretto esercizio di competenza e adeguata documentazione. Alcuni costi soggiacciono inoltre a limiti specifici di deducibilità previsti dal Testo unico, in percentuale o in misura forfetaria. La deducibilità non dipende dalla convenienza economica del costo, ma la manifesta antieconomicità può essere valorizzata dall’amministrazione come indizio in sede di verifica.

Che cos’è il reverse charge e quando si applica?

È un meccanismo di inversione contabile in cui l’imposta è assolta dal cessionario o committente anziché dal cedente o prestatore, che emette fattura senza addebito dell’IVA. Si applica nei casi tassativamente previsti dalla legge, fra cui numerose operazioni con soggetti esteri e alcuni settori interni individuati dal legislatore. L’applicazione a operazioni che non lo prevedono, o la sua omissione, comporta sanzioni autonome.

Che cosa succede se arriva una comunicazione di irregolarità?

La comunicazione derivante dal controllo automatizzato o formale della dichiarazione non è un accertamento e non va impugnata: apre una fase in cui il contribuente può fornire chiarimenti e documenti, oppure definire quanto dovuto beneficiando di una riduzione delle sanzioni entro il termine indicato. Se non si risponde né si paga, l’importo viene iscritto a ruolo e notificato con cartella di pagamento.

Conviene aderire all’accertamento o presentare ricorso?

Dipende dal rapporto fra la solidità della propria posizione e il beneficio offerto dalla definizione. L’accertamento con adesione consente di discutere i rilievi in contraddittorio e di ottenere una riduzione delle sanzioni con chiusura immediata; il ricorso conserva la possibilità di annullare integralmente la pretesa ma comporta tempi, costi e rischio di soccombenza. La valutazione va fatta rilievo per rilievo, non sull’atto nel suo complesso.

Ogni quanto cambia la normativa fiscale d’impresa?

In misura significativa ogni anno, con la legge di bilancio, e con interventi infrannuali frequenti su singoli istituti. Cambiano soprattutto misure agevolative, soglie e adempimenti; i principi strutturali del reddito d’impresa e dell’IVA sono più stabili. Per questa ragione le nostre pagine di servizio espongono i criteri e non gli importi, mentre le guide dello Studio riportano i valori aggiornati con l’indicazione del periodo d’imposta di riferimento.

Se volete valutare con noi la posizione fiscale della vostra impresa, o discutere un’operazione prima di compierla, scriveteci dalla pagina contatti: indicateci il settore, la forma giuridica e la questione, e vi diremo se e come possiamo essere utili. Nella sezione strumenti trovate i calcolatori dello Studio, lo scadenzario e il preventivo online; negli articoli e guide trattiamo le singole materie con i riferimenti normativi aggiornati.

Per approfondire

Vedi anche: Guida: verifiche fiscali

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