Gli strumenti di analisi comparativa e incrocio delle banche dati rafforzano l’azione di controllo. Restano fermi, però, i presidi di garanzia del contribuente: motivazione, prova e contraddittorio.
L’evoluzione degli strumenti di analisi del rischio consente all’Amministrazione di confrontare i dati del singolo contribuente con quelli di soggetti omogenei e con le informazioni presenti nelle banche dati fiscali. È un ausilio all’attività di selezione, non una prova in sé.
Le risultanze di un incrocio automatizzato costituiscono, di regola, un elemento indiziario che va tradotto in una contestazione motivata e supportata da riscontri. Scostamenti statistici e medie di settore non possono, da soli, fondare la pretesa senza un’analisi della posizione concreta.
Restano centrali il contraddittorio preventivo, l’obbligo di motivazione dell’atto e il diritto di accesso agli elementi utilizzati. La difesa si costruisce presto: documentando la specificità della propria attività e chiedendo conto dei dati posti a base della comparazione.